Yunnan: scontri tra polizia e migliaia di contadini espropriati senza indennizzo

Almeno 2mila dimostranti hanno bloccato per giorni  le strade e paralizzato il traffico nella contea di Suijiang (Yunnan), chiedendo il promesso indennizzo per le terre agricole e le case espropriate per costruire un nuovo impianto idroelettrico. Il 29 marzo pomeriggio sono intervenuti oltre 1500 poliziotti che hanno cercato di sciogliere l’assembramento, ma ne sono nati scontri con oltre 30 dimostranti e 20 poliziotti feriti. L’Information Centre for Human Rights and Democracy riferisce che la polizia ha cercato di arrestare alcuni dimostranti, che hanno reagito lanciando pietre. Per controllare la situazione è addirittura arrivato un veicolo blindato armato, che è riuscito a far ripiegare i dimostranti. Fonti locali riferiscono che la protesta è iniziata il 25 marzo, quando i manifestanti hanno occupato  un ponte; Il giorno dopo hanno bloccato  una strada. La popolazione denuncia che, per fare la diga Xiangjiaba sul corso superiore del Fiume Yangtze, sono state distrutte o allagate terre e case di circa 40mila residenti, cacciati con la forza. Altri 60mila agricoltori sono stati cacciati dalla conta Pingshan nello Yunnan e dal Sichuan. La protesta è però esplosa quando i dimostranti hanno saputo che residenti sull’altra riva del fiume, i cui terreni sono pure stati sommersi, hanno ricevuto un indennizzo di 4 yuan al metro quadrato per le case e di 28mila yuan per ogni mu di terra agricola (circa 660 metri quadrati), mentre a loro sono stati offerti uno yuan per metro quadrato per le case e 17mila per ogni mu di terra coltivata. Il residente Lu Guangfu spiega che “la sola differenza è che noi siamo residenti nello Yunnan, mentre loro sono governati dal Sichuan”. Il governo ha loro dato nuovi alloggi, ma li ha fatti pagare 2mila yuan al metro quadrato. Molti residenti sono convinti che lo scarso indennizzo sia conseguenza della corruzione diffusa nei governi. Speravano che le autorità venissero a trattare, invece hanno mandato la polizia. Il governo di Suijiang si limita a osservare che dopo l’intervento della polizia sono stati tolti i blocchi stradali e la vita è tornata alla “normalità”.

Fonte: Asia News, 31 marzo 2011

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