Xinjiang Uygur, la Cina punta sella green energy per battere l’indipendentismo

Il governo Cinese annuncia una grande novità per Urumqi la capitale della turbolenta regione autonoma del Xinjiang Uygur: entro il 2010 nelle case di uiguri autoctoni e di cinesi colonizzatori arriverà il termostato.

«Così semplicemente ruotando un quadrante – proclama entusiasta Parat Abdukadir, vice direttore generale della commissione economica e commerciale della regione autonoma – la maggior parte delle persone sarà in grado di regolare la temperatura interna delle proprie case. Ciò modernizzerà l´attuale sistema di riscaldamento centrale. In questo modo, le persone saranno in grado di controllare la quantità di energia, acqua e gas naturale che utilizzano. Ciò dovrebbe far risparmiare più di un quarto dell’energia prelevata dal sistema di riscaldamento centrale».

Ma i termostati non sono certo il pezzo forte dell’offensiva economica del governo comunista di Pechino, cha nel Xinjiang Uygur deve fare i conti con la ribellione islamico-turkestana.

All’indipendentismo degli uiguri la Cina risponde, come già sperimentato in Tibet, con una repressione crescente accompagnata da una serie di misure di sviluppo affidate al docile governo locale, tra queste spiccano negli ultimi quelle per promuovere il risparmio energetico e ridurre le emissioni di gas serra, viste anche come un esempio di modernizzazione e di innalzamento della qualità della vita e quindi come rottura dei modelli tradizionali che Pechino ama definire tribali e feudali.

Il governo regionale autonomo dello Xinjiang assicura di aver raggiunto per la prima volta nel 2008 il suo obiettivo di protezione ambientale, in conformità con gli obiettivi fissati nel quadro dell’undicesima piano quinquennale 2006-2010 Abdukadir spiega che «La Commissione ha già impostato in questo anno un obiettivo per il risparmio energetico e per la riduzione delle emissioni e per massimizzare gli sforzi per conseguire miglioramenti ancora maggiori»

Nel 2008 nella regione sono state vendute 1,4 milioni di lampadine a risparmio energetico con sconti tra il 30 e il 50%, ma visto che molti si sono lamentati per la loro bassa qualità, nel 2009 ne verranno offerte 2 milioni. Dal governo regionale stanno anche per arrivare 2 milioni di yuan per sovvenzionare le imprese che operano nel campo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.

Nel 2008 da Pechino sono arrivati 34 milioni di yuan destinati a 12 imprese locali con gravi problemi ambientali per aiutarle a ridurre le loro emissioni ed a risparmiare energia e circa 1,4 miliardi di yuan per la costruzione di impianti di depurazione delle acque a Urumqi.

Negli ultimi 10 anni nello Xinjiang Uygur sono state chiuse 1.444 piccole miniere di carbone, ma le 354 rimaste ne estraggono molto di più: la produzione media è passata da 20.000 a 150.000 tonnellate.

La regione autonoma ha messo l’inderogabile scadenza del 2010 perché le industrie pesanti si adeguino alle linee guida ambientali se non vogliono chiudere.

In poco più di 5 anni, grazie al Model cities program di Banca Mondiale e Fondo mondiale per l´ambiente, ad Urumqi sono stati investiti 72 milioni di yuan per il risparmio energetico negli edifici ed in più di 2 milioni di mq di nuove costruzioni sono stati installati 19 sistemi energetici sostenibili che comprendono l’utilizzo dell’energia solare e della geotermia.

Ma il fiore all’occhiello del Xinjiang Uygur è l’energia eolica: circa l’80% delle pale presenti in Cina sono nella regione autonoma.

fonte: greenreport.it, 15 maggio 2009

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