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Xi Jinping a Macao e Hong Kong: “Ricordate che ci deve essere ‘una sola Cina’. Le proteste da sedare e reprimere”

Hong Kong – Il presidente cinese Xi Jinping ha celebrato il 15mo anniversario del ritorno dell’ex colonia portoghese, Macao, in Cina.

Importanti dal punto di vista politico e diplomatico le parole di Xi Jinping il quale, durante il discorso celebrativo, ha ricordato il principio di ‘Una sola Cina’. Ciò in risposta alle proteste degli attivisti che durante l’anno hanno manifestato per una maggior adesione ai modelli democratici.

I funzionari cinesi – ha continuato il leader – hanno dunque il dovere di evitare che i territori nazionali diventino focolai di dissenso: «Dobbiamo aderire al principio di una sola Cina e rispettare la diversità dei due sistemi». «Questo è l’unico modo per fare progressi costanti. Altrimenti – ha detto ancora Xi – si adotta un approccio sbagliato, proprio come mettere il piede sinistro nella scarpa destra, non si va da nessuna parte».

Da sinistra, l’amministratore delegato di Macao Fernando Chui Sai-on e il presidente cinese Xi Jingping (macauhub.com)

DEMOCRAZIA E MACAO – Il riferimento era all’indirizzo del nuovo governo di Fernando Chui Sai-on, capo esecutivo della regione ad amministrazione speciale di Macao che è stato scelto dopo una consultazione operata da 400 persone. Scelta, peraltro, obbligata giacché Mr Chui era l’unico candidato.

Ma l’ex colonia portoghese non ha solo difficoltà democratiche nel proprio seno. L’economia zoppica. Macao è attualmente il più grande centro di gioco d’azzardo del pianeta, ma nell’ultimo anno le entrate dell’attività sono calate del 20%, colpendo di riflesso soprattutto le fasce più povere della società dove il boom economico dei casinò e degli hotel di super lusso che ha caratterizzato parte della storia della regione, non è mai arrivato.

Spiega la BBC: il gioco d’azzardo è in declino da parecchi anni. Le società straniere avevano investito capitali ingenti dopo che nel 2002 il monopolio del magnate Stanley Ho nel settore, si era eclissato lasciando campo libero ad altri competitors. Poi arrivò il 2006 e Macao dalle attività di gioco riuscì ad incassare più di Las Vegas (Usa), altro famoso polo del divertimento nel mondo.

Sembrava che la luce di Macao non si dovesse spegnere, salvo per per alcuni politici ed accademici che dal boom del decennio scorso sono rimasti esclusi. E si arriva all’epoca della crisi globale, i ricavi iniziano a scemare e oggi Macao soffre anche di una perdita di turisti, scoraggiati – pare – dal percorso in traghetto che è necessario fare per raggiungere le due isole della regione, Taipa e Coloane .

PROTESTE SOPPRESSE – Da tempo gli attivisti pro democrazia sostengono che la zona è troppo dipendente dall’economia del gioco e troppo poco libera per poter sviluppare quelle riforme necessarie ad effettuare una svolta produttiva, il che implicherebbe anche affrancarsi dalle decisioni del governo centrale cinese, benché Macao goda già di un buon livello di autonomia.

Nel 2014, i promotori democratici hanno provato ad organizzare una consultazione di massa attraverso un sondaggio non ufficiale per capire quanti sarebbero stati i consensi al fine di organizzare il suffragio universale nel 2019. Il sondaggio ufficioso, tuttavia, è stato interrotto dalle forze di sicurezza e coloro che si sono esposti con il voto sono stati appena 9.000 su una popolazione di oltre 500.000 persone. I concordi con il suffragio universale erano l’89%.

Durante il suo discorso il presidente Xi è parso venire in contro alle esigenze della popolazione, almeno in parte, ricordando come il territorio deve rinunciare alla sua dipendenza dall’economia ludica e promuovere «un’adeguata diversificazione di sviluppo sostenibile», ma le proteste in favore della democrazia rimangono un’attività da sedare e reprimere.

Wake Up News,20/12/2014

English version,Business Insider,click here: Xi warns Hong Kong and Macau in ‘one China’ message [1]