Xi Jinping eletto capo del Partito comunista cinese

Senza molte sorprese, Xi Jinping è stato eletto stamane nuovo segretario del Partito comunista cinese (Pcc) nella prima sessione del nuovo Comitato centrale. Egli sarà il capo del nuovo comitato permanente del Politburo, che comprende i nomi del vice-premier Li Keqiang, che in marzo diverrà il nuovo primo ministro; Zhang Dejiang, con studi in Nordcorea; Yu Zhengsheng, capo del Partito a Shanghai; Liu Yunshan, capo della propaganda; Wang Qishan, della Commissione disciplinare; Zhang Gaoli, capo di Tianjin. Wang Yang, segretario del Guangdong, ritenuto un riformista, Li Yuanchao, capo dell’organizzazione e  Liu Yandong, donna, ritenuti alleati di Hu, sono riusciti ad entrare nel Comitato centrale, ma sono stati esclusi dal comitato permanente. Ad ogni modo, anche la nuova composizione comitato permanente non presenta molte sorprese: i loro nomi giravano da tempo nelle liste dei media e nelle discussioni fra i membri del partito. Come previsto, il numero dei componenti del Comitato permanente è ora di sette; quello precedente era di nove. Il motivo ufficiale è che il minor numero faciliterà l’unità del gruppo, sotto la guida di Xi. La maggior parte di loro fa parte dei cosiddetti “principini”, figli di grandi membri del Partito, che hanno guadagnato potere politico ed economico grazie alle loro generalità. Almeno quattro di loro sono legati alla cosiddetta “cricca di Shanghai”, guidata dall’86enne Jiang Zemin, predecessore di Hu Jintao, ancora molto influente, che sostiene la modernizzazione economica, privilegia il capitalismo di Stato, facilitando le industrie statali, rivendica il ruolo guida del Partito e il monopolio del potere. Nel suo incontro con i giornalisti, Xi Jinping ha sottolineato che il Partito si trova davanti a molte sfide, soprattutto la corruzione, l’essere distanti dal popolo, la troppa burocrazia. Egli ha promesso “ogni sforzo” per risolvere i problemi, chiedendo al Partito di “stare in allerta” per garantire “una vita migliore” per il popolo, una nazione “più forte”, una Cina “più potente”. L’elezione di Xi Jinping, 59 anni, e del suo gruppo segna il passaggio dalla Quarta alla Quinta generazione dei leader. Per la seconda volta nella storia del Pcc, il passaggio di consegne avviene in modo indolore e senza guerre. Questa volta però vi è una sorpresa: da oggi Hu Jintao passa a Xi Jinping non solo la segreteria del Partito, ma anche la direzione della Commissione militare centrale (Cmc). Il suo predecessore Jiang Zemin – e prima di lui Deng Xiaoping – aveva voluto mantenere per due anni la guida della Cmc. Non è chiaro se questa mossa di Hu è forzata – segno di un ulteriore indebolimento della sua fazione –  o se egli ha voluto dare un esempio a tutto il Partito ritirandosi da tutte le cariche una volta dimesso. Nel decennio di Hu la Cina ha visto un sorprendente sviluppo economico, superando Germania e Giappone come economie mondiali, ma tale sviluppo è stato segnato dai problemi di squilibrio, un crescente abisso fra ricchi e poveri, enorme inquinamento e grandi rivolte sociali.

Fonte: Asia News, 15 novembre 2012

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.