Xi Jinping dichiara illegale il movimento dell’Occupy di Hong Kong

Matthew Robertson, Epoch Times, 12.11.2014
HONG KONG — Il leader del Partito Comunista cinese, Xi Jinping rompe il silenzio. Dopo sei settimane prende posizione sugli studenti attivisti pro-democrazia e sulla loro invasione delle strade di Hong Kong per chiedere elezioni libere e aperte. Il movimento dell’Occupy di Hong Kong rappresenta un «incidente illegale», ha dichiarato oggi spezzando lo stato di quiete.

«Sosteniamo con decisione che il Governo della regione amministrativa speciale affronti la questione secondo la legge, proteggendo la stabilità sociale di Hong Kong e salvaguardando la sicurezza dei cittadini di Hong Kong e delle loro proprietà», ha riferito in una conferenza stampa congiunta con il presidente Obama, tenuta dopo l’incontro Apec a Pechino del 12 novembre.

«Durante il nostro incontro, ho fatto presente al presidente Obama che il movimento dell’Occupy di Hong Kong rappresenta un incidente illegale», ha dichiarato.

Nella foto: Barack Obama, il presidente degli Usa (s) e Xi Jinping, il leader del Partito Comunista cinese (d) alla conferenza stampa nella Grande Sala del Popolo, a Pechino, in Cina, il 12 novembre 2014. Xi Jinping ha dichiarato che il movimento dell’Occupy di Hong Kong è illegale. (Feng Li / Getty Images)

Anche Obama ha avuto la possibilità di parlare di Hong Kong durante la conferenza stampa: «ho detto in modo inequivocabile al presidente Xi che gli Usa non hanno avuto nessun coinvolgimento nell’incoraggiamento delle proteste che stanno avendo luogo a Hong Kong».

«Questioni di questo tipo alla fine sono una decisione della popolazione di Hong Kong e della Cina», ha aggiunto.

Tuttavia, secondo le dichiarazioni di Obama, gli Usa continueranno a difendere il diritto delle persone di esprimersi e si auspica che le elezioni di Hong Kong siano «trasparenti, giuste e rispecchino le opinioni della popolazione».

Negli ultimi giorni a Hong Kong e sulla stampa, hanno dilagato le speculazioni: la polizia avrebbe iniziato a sgomberare i dimostranti da alcune – o forse tutte – le strade occupate. Questo include le arterie nelle vicinanze dei quartieri governativi e a Nathan Road, la carreggiata principale che taglia Mong Kok, una zona commerciale trafficata.

Le osservazioni di Xi non erano né conciliatorie, né particolarmente inflessibili e indicavano, ancora una volta, che il Governo centrale non interverrà direttamente ne per farsi carico degli affari di Hong Kong ne per fermare il movimento di protesta con la violenza.

Xi ha anche dichiarato che gli interessi commerciali delle società cinesi e internazionali e delle risorse umane a Hong Kong dovrebbero essere tutelate: dovrebbero essere mantenuti l’ordine e la sicurezza pubblica. Il riferimento alla sicurezza pubblica si potrebbe leggere come l’indicazione di una improbabile repressione violenta.

L’occupazione, auto-nominatasi ‘rivoluzione degli ombrelli’ – o ‘Rivoluzione’, secondo alcuni attivisti – è stata paragonata alla protesta studentesca di Piazza Tiananmen del 1989; in alcuni quartieri è vista come la più seria aperta sfida alla legittimità del Partito Comunista sin da allora.

La propaganda del regime comunista cinese spesso enfatizza la sua leggittimità nel governare la Cina, anche se non eletto, in quanto unica organizzazione adatta a farlo. Quindi i leader del Partito sono estremamente sensibili alle critiche – specialmente dai governi stranieri – sul trattamento o sull’abuso della popolazione cinese, o sulla negazione dei diritti – quali la libertà di espressione – che sono garantiti da altre parti.

«Gli affari di Hong Kong fanno parte esclusivamente della politica interna cinese», ha dichiarato Xi Jinping. «Gli Stati stranieri non dovrebbero intervenire in alcun modo».

Fonte, Epoch Times, http://www.epochtimes.it/news/xi-jinping-dichiara-illegale-il-movimento-dell-occupy-di-hong-kong—127465

English version, click here: Chinese Leader Xi Jinping Says Hong Kong’s Occupy Movement Is Illegal

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