Xi Jinping assente da 10 giorni: indisposizione, purga o attentato

La vistosa assenza del vicepresidente Xi Jinping per 10 giorni ha scatenato una ridda di voci e di ipotesi, mentre su internet ogni ricerca sul suo nome rimane bloccata. Ieri Xi Jinping non si è presentato a un incontro con il primo ministro danese, in visita nel Paese. Eppure l’ufficio stampa aveva annunciato tempo prima la sua presenza. Quattro giorni fa Xi non ha partecipato a un incontro dei vertici del Partito e sette giorni fa non ha avuto un previsto incontro con Hillary Clinton, segretario di Stato Usa. Cancellati anche le visite con il premier di Singapore e dei diplomatici russi. Il 1mo settembre è l’ultima volta che Xi Jinping è stato visto in pubblico, alla Scuola centrale del Partito, dove egli ha tenuto un discorso. Da allora, pur con tutti questi incontri cassati, non vi è alcuna informazione ufficiale su di lui. Xi Jinping è stato ampiamente designato come il futuro presidente e segretario generale del Partito, successore di Hu Jintao al prossimo Congresso del Partito comunista che dovrebbe tenersi in ottobre.  La successione e il rimescolamento delle cariche al Comitato centrale del Politburo – vera cupola del potere in Cina – sono stati scossi dallo scandalo che ha coinvolto Bo Xilai e sua moglie, come pure dalle tensioni fra le “cricche” della leadership, tanto che la data del Congresso non è stata ancora fissata. La situazione di incertezza e le lotte intestine spingono molti a fare ipotesi sulla scomparsa di Xi dalla scena pubblica per così tanto tempo. Alcuni pensano che essendo Xi uno del partito dei “principini”, i figli arricchiti dei grandi del passato, abbia grossi problemi con Hu Jintao, del gruppo della Gioventù comunista. Altri suppongono che egli sia malato, forse colpito da mal di schiena – di cui egli soffre – dopo una partita di pallone o una nuotata. Ma vi è perfino chi suppone che Xi Jinping sia vittima di un attentato ad opera di militanti fedeli a Bo Xilai, anch’egli uno dei “principini”, escluso dalla corsa al potere e forzatamente dimesso dalla carica di capo del Partito a Chongqing. Il sito di Boxun – non sempre attendibile – afferma che Xi sarebbe ricoverato all’ospedale militare 301 di Pechino per una ferita alla schiena. Egli avrebbe subito un attentato su mandato degli amici di Bo e del capo della sicurezza nazionale Zhou Yongkang: l’auto di Xi sarebbe rimasta schiacciata fra due auto. Ma dopo alcune ore l’articolo è stato tolto. Hong Lei, portavoce del ministero degli esteri, ha dichiarato che le cancellazioni degli incontri sono un “normale aggiustamento” e che egli non aveva “informazioni rilevanti” su Xi. Le risposte di Hong non convincono e le ipotesi rischiano di gonfiarsi. Ad accrescere le speculazioni si aggiunge la censura: ieri il motore di ricerca del Sinaweibo non dava alcun risultato per la voce “Xi Jinping”, motivato dalla “legge e regolamenti” della Cina. Giornalisti e accademici hanno criticato lo stile di segretezza di cui la leadership cinese è circondata da decenni.

Fonte: Asia News, 11 settembre 2012

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