WTO: la UE non riconosce alla Cina lo status di “economia di mercato”

Bruxelles – Alla fine, la Ue ha deciso di non riconoscere alla Cina lo status di “economia di mercato” (MES). La sentenza, riportata da Bloomberg, non è stata resa pubblica ma afferma che Bruxelles potrebbe continuare a imporre dazi più elevati sulle importazioni cinesi “oggetto di dumping”, caso per caso. Perché è importante questo riconoscimento e chi lo attribuisce?

Lo status di economia di mercato, MES (Market Economy Status), è un criterio ammesso dalle regole Wto (World Trade Organization) nei procedimenti antidumping. Per contrastare la pratica di esportare un prodotto a un prezzo inferiore a quello normalmente applicato nel mercato interno, ai paesi importatori è consentito imporre dazi compensativi, funzionali a ristabilire un giusto valore di mercato dei beni importati. Il corretto calcolo della differenza tra il prezzo applicato nel mercato di origine del prodotto e il prezzo nel mercato di esportazione è fondamentale sia per dimostrare lo stesso dumping sia per determinare il “giusto” dazio, che altrimenti può trasformarsi in uno strumento protezionistico. L’operazione diventa ancora più complessa nel caso di importazioni provenienti da un paese, come la Cina, in cui i prezzi interni sono influenzati direttamente o indirettamente dallo Stato e possono non rispecchiare il valore di mercato dei beni.

L’Unione Europa, con il regolamento n. 1225/2009 ha fissato cinque criteri in presenza dei quali riconosce al partner commerciale il Mes. Il primo criterio, in particolare, richiede che le decisioni delle imprese in materia di prezzi, costi e fattori produttivi vengano prese in risposta a tendenze del mercato che rispecchiano condizioni di domanda e di offerta, senza significative interferenze statali. Nell’ultimo rapporto disponibile, la Commissione ha stabilito che la Cina non lo soddisfa, così come non soddisfa altri tre requisiti sui cinque previsti dal regolamento.

Il caso è iniziato nel 2016 quando è decaduta la clausola del protocollo sul calcolo del margine di dumping, in assenza del riconoscimento del Mes, che la Cina ha accettato con l’adesione alla Wto, insieme all’impegno alla transizione verso una “economia di mercato”. Pechino ha lasciato decadere la clausola perché si sentiva in diritto di avere un riconoscimento automatico di economia di mercato. Ma così non è stato, infatti la questione si è trascinata per qualche anno, fino al 2019 quando la Cina ha perso una sentenza provvisoria contro la Ue.

Pechino aveva la possibilità di ricorrere fino al 15 giugno, termine ultimo per riaprire la partita “storica” per costringere Bruxelles a riconoscere l’Impero Celeste con lo status di “economia di mercato” ma non l’ha fatto. Ora è arrivata la sentenza della Ue che apre di fatto scenari inediti. Non solo, i 27 Paesi membri della UE, riporta sempre Bloomberg, presenteranno anche una proposta questa settimana per proteggere le aziende europee dalle acquisizioni cinesi. La mossa sarà certamente accolta bene dagli Stati Uniti, che sono impegnati in una disputa contro Pechino quasi identica. Disputa che il rappresentante al Commercio americano Robert Lighthizer ha definito il “contenzioso più grave” del WTO.

Fonte: Ship Mag,1706/2020

Articolo in inglese: China loses landmark WTO dispute against EU 

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