Wen Jiabao visita il Nepal. La polizia arresta 114 attivisti tibetani

Rinforzare le misure di sicurezza contro gli esuli tibetani e sostenere la “One China policy” in cambio di aiuti economici e investimenti. È quanto emerso dalla recente visita in Nepal di Wen Jiabao, Premier cinese. Per evitare manifestazioni contro la Cina, la polizia ha arrestato 114 attivisti tibetani e mantenuto segreto l’arrivo della delegazione fino a poche ore prima dell’atterraggio. Questa è la prima visita da Premier di Wen Jabao. Nella sua visita avvenuta lo scorso 14 gennaio, Wen ha discusso con Baburan Bhattarai, premier nepalese, e gli altri membri del gabinetto i futuri accordi economici fra i due Paesi e firmato il Trattato per la protezione e la promozione bilaterale degli investimenti (Bippa). Secondo l’accordo, Pechino investirà in Nepal oltre 6 miliardi di dollari in progetti di sviluppo. Fra i più importanti, vi sono l’aeroporto internazionale di Pokhara, le dighe idroelettriche di West Seti, Budhigandaki e Nysalgadh. Oltre ai fondi destinati alle infrastrutture, la Cina ha donato anche 48mila dollari per aiutare il governo di Kathmandu a completare il reintegro nella società degli oltre 19mila ex guerriglieri maoisti. Ieri, Bhattarai ha affermato ai media che l’incontro con Wen ha segnato un passo importante per ridefinire le strategie di politica estera e ridare credibilità al Paese sul piano internazionale. Secondo Bhattarai, il Nepal è stato per troppi anni in balia di Cina e India e nei prossimi anni dovrà sfruttare la sua posizione strategica per diventare un ponte fra i due giganti economici asiatici. Ciò si potrà realizzare favorendo la costruzione di infrastrutture, soprattutto aeroporti, ferrovie e autostrade. Il Paese ha 1.414 km di frontiera in comune con il Tibet. Dal 1990 al 2006 la monarchia parlamentare, su consiglio dell’India, ha consentito la libera circolazione degli esuli tibetani nel Paese. Il Dalai Lama e membri del governo tibetano in esilio a Dharamsala (India) hanno visitato più volte il Paese. A tutt’oggi sono oltre 20mila i rifugiati tibetani registrati presso gli uffici Onu. Dopo l’abolizione della monarchia nel 2006 e la salita al potere di formazioni maoiste e comuniste il Nepal ha cambiato rotta, abbandonando lo storico alleato indiano e allacciando stretti rapporti con la Cina. In cambio di aiuti economici Pechino ha chiesto la chiusura delle frontiere con il Tibet e la repressione di qualsiasi manifestazione anticinese.

Fonte: Asia News, 18 gennaio 2012

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