Wei Jingsheng: Per riformare il Partito serve un eroe

“Una partenza rosso fuoco per il Nuovo Anno” è il modo con cui i cinesi si scambiano gli auguri durante il periodo di inizio del nuovo anno. Ma in questa frase c’è anche un altro sapore, per quanto riguarda questo 2013. Si diceva che il gruppo di Xi Jinping e Li Keqiang aveva la volontà di fare le riforme, e in effetti ha fatto qualche piccolo trucchetto per iniziare una riforma del sistema politico. Tuttavia il Dipartimento per la propaganda comunista, che rappresenta la classe dei capitalisti-burocrati della Cina, ha subito lanciato contro il gruppo una freccia del Parto. La battaglia è entrata adesso nella fase rosso fuoco. È questa la vera partenza rosso fuoco di quest’anno.
È iniziata con Liu Yunshan, il capo del Dipartimento per la propaganda, salito al potere con il forte sostegno di Jiang Zemin e di Li Peng. Per dare uno schiaffo in faccia al gruppo di Xi e Li che aveva intrapreso alcuni piccoli ma consistenti gesti riformatori, Liu Yunshan ha cambiato il messaggio per il Nuovo anno della famosa rivista Southern Weekend. Questa scelta di mettere le mani sul giornale, presa dal ministero della Propaganda del Partito comunista della provincia del Guangdong, è stata accolta da una protesta collettiva da parte della redazione del Southern Weekend. Questa azione di cambiamento potrebbe anche essere considerata come un piccolo trucco.
Ma quello che è seguito non potrebbe essere più considerato un trucco, e riguarda sempre il messaggio per il Nuovo anno. Il sito internet della rivista di storia cinese Yan Huang Chun Qiu, che rappresenta le opinioni di opposizione all’interno dei leader comunisti veterani di Pechino, è divenuto (nel silenzio) inaccessibile a causa del suo messaggio di Capodanno, che promuoveva tatticamente le riforme politiche. È stato bloccato senza alcuna spiegazione, notifica formale o negoziato. Questa azione dimostra la determinazione del Partito comunista nel mantenere il potere e il suo interesse nei confronti dei privilegiati capitalisti-burocrati, una determinazione che non rinnega proprio nessun altro. Essa è infatti una tradizione consistente del Partito comunista cinese.
Parlando di “rinnegare”, molte persone penserebbero subito al glorioso curriculum di Bo Xilai, che ha appena perso il suo potere. Durante la Rivoluzione culturale ha picchiato il suo padre naturale, Bo Yibo, con tanta ferocia che gli ha rotto tre costole. Nonostante questo il padre, ben consapevole delle tradizioni dei comunisti, gli ha consegnato il ruolo di erede della famiglia Bo. Lo stesso Bo Xilai è quasi divenuto l’erede del Partito comunista. Ma purtroppo per lui non era abbastanza sofisticato e si potrebbe persino dire che è divenuto una vittima delle lotte interne al Partito comunista.
Dato che il primo atto della partenza rosso fuoco del nuovo anno 2013 si è svolto su queste tracce, quale ottimo dramma seguirà la commedia? In privato Xi Jinping e Li Keqiang dicono di voler levare la censura dei media e il bando sui partiti di opposizione. Eppure, ancora prima di poter iniziare, sono stati sfidati dai veterani comunisti – che detengono il potere sui media e sulla propaganda – che sfidano l’autorità del Segretario generale del Partito comunista e del Primo ministro e gli chiedono di “evitare l’inversione dei deviazionisti di destra”.
Ma quale inversione dei deviazionisti di destra deve essere evitata? Tornando ai tempi della presa di potere da parte di Deng Xiaoping, l’inversione da evitare era lo sforzo che puntava a restaurare la folle era di Mao Zedong sotto la bandiera della restaurazione dell’ordine costituzionale. Con il sostegno popolare della gente di campagna, la campagna venne lanciata in maniera ufficiale durante l’era di Hu Yaobang e Zhao Ziyang ma venne abbattuta dallo stesso Deng Xiaoping.
Dalla campagna contro l’inquinamento spirituale fino al massacro del 4 giugno, Deng Xiaoping mise in atto la sua propria versione dell’evitare l’inversione dei deviazionisti di destra. Così la politica cinese compì un giro completo e tornò al suo punto di partenza, con Deng divenuto quasi un dittatore in una nuova generazione.
Da Mao Zedong a Deng Xiaoping fino a Jiang Zemin e Hu Jintao, il valore primario incentrato nelle loro menti è stato la dittatura del regime mono-partitico. Chiunque interferisca con questo valore deve essere rimosso. Ma questo principio di base non si sposa con il corso della storia; non va incontro al desiderio del popolo; e non si confà alla visione originaria del Partito comunista. Sarebbe dovuto scomparire molto tempo fa. Sin dall’era di Mao Zedong si è trovato sul baratro. Ma Deng Xiaoping è riuscito a girarsi e in questo modo la dittatura mono-partitica si è salvata.
Durante l’era di Deng Xiaoping, la Cina era ancora a un bivio. Quindi, anche avendo davanti un baratro, lo si poteva evitare. Ma ora siamo in un vicolo cieco. I comunisti che non sono folli sanno che è impossibile andare avanti nella direzione della dittatura mono-partitica, una direzione che li porterà a cadere.
Tuttavia, durante i 30 anni delle tre generazioni di leader comunisti Deng Xiaoping, Jiang Zemin e Hu Jintao, si è accumulato un monte di inerzia. Questa inerzia viene dalla classe di capitalisti-burocrati che è ben capitalizzata, con una grande rete di conoscenze e un’enorme influenza. Ora, anche se qualcuno volesse frenare in maniera molto forte, il veicolo sarebbe comunque condannato a cadere nel baratro. Quello che è accaduto con la rivista di storia Yan Huang Chun Qiu ne è la prova.
I riformisti hanno paura dell’indebolimento delle relazioni personali, mentre i dittatori sono pronti a rinnegare chiunque. I subordinati costretti a rendere sicuri i propri dirigenti non sono in grado di tornare indietro di buona grazia. E questo avviene perché una forza davvero potente sostiene questi subordinati. Di che forza si tratta? Sono le diverse centinaia di migliaia di funzionari governativi, con le loro famiglie e i loro conoscenti – centinaia di migliaia di persone che guadagnano e proteggono le loro vite e le loro famiglie grazie al potere della dittatura. Per i loro interessi e per le loro vite e famiglie, sono pronti a rinnegare chiunque. Nessuno crederebbe a rassicurazioni sentimentali o a perdoni di sorta. La partenza rosso fuoco di questo nuovo anno ha dimostrato che si sta combattendo una battaglia all’ultimo sangue.
Guardando alla situazione attuale, ovviamente la forza dei riformisti all’interno del Partito è troppo poca. La maggior parte di coloro che sostengono a parole le riforme sarebbero pronte a rinnegare le loro stesse promesse, se le riforme dovessero colpire i propri interessi. I politici riformisti davvero saggi e fermi nei loro propositi sono una manciata. Non ci sono precedenti di riforme avvenute all’interno del Partito comunista. Ed è per questo che nella storia cinese sono cambiati così tanti regimi.
Bo Xilai, che ha studiato presso il Dipartimento di storia, era in grado di guardare attraverso le lenti della storia nazionale. Sapeva che esiste solo un precedente di successo, lo stesso Mao Zedong, che è riuscito nella riforma interna. Soltanto con le politiche di “taglia e brucia” di Mao è possibile provocare un cambiamento che sia rivoluzionario senza però rovesciare il regime, e che non preveda di pagare l’enorme prezzo di un cambiamento di regime. Tutti noi sappiamo che la cosiddetta Rivoluzione culturale di Mao aveva in realtà lo scopo di fare una rivoluzione contro le persone al potere, che stavano prendendo la strada del capitalismo dall’interno del Partito comunista. Mao si affidò al sostegno delle masse impazzite: è questa la radice del suo successo.
Oggi le persone non possono più essere prese in giro. Sanno molto bene cosa vogliono: democrazia, libertà e stato di diritto. Senza affidarsi al potere del popolo, nessuno avrebbe alcuna possibilità di successo contro i capitalisti-burocrati del Partito comunista.
Siamo nella stessa situazione della serie televisiva cinese “La leggenda di Chu e Han”. Mentre la sede del regime è pronta a crollare, tutti gli eroi sono impazienti di ribellarsi e sbarazzarsi delle catene. Qualunque energia positiva si sia salvata nella corte dell’imperatore non è sufficiente per estinguere il fuoco che divampa ovunque. Solo attraverso l’eliminazione dell’energia negativa c’è una possibilità di evitare la crisi immediata. Ma per fare questo serve l’audacia di un vero eroe o l’ambizione di un furfante come Mao Zedong.
Questi sono gli incidenti che si presentano spesso nella storia, mentre le opportunità di cambiare le cose appaiono raramente. Noi, il popolo, non dovremmo credere che sia una legge inesorabile ma osservare da lontano e aspettare il momento opportuno per agire.

Fonte: Asia News, 15 gennaio 2013

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.