Washington aiuta Falun Gong contro la censura

Hillary Clinton sfida la Cina offrendo fondi a Falun Gong. Il Dipartimento di Stato finanzia un progetto della setta religiosa (perseguitata in Cina) per diffondere un software che aggira la censura online di Pechino.

Una setta religiosa dalla reputazione controversa può promuovere la libertà di espressione su Internet? Pochi lo sanno in Occidente, ma in realtà questo sta già succedendo.

Se n’è avuta una prova l’anno scorso in Iran, quando le manifestazioni di protesta contro il regime riempirono le piazze di Teheran. L’opposizione iraniana riuscì a comunicare online con il resto del mondo, aggirando la censura di Stato, grazie a un software dalle origini insospettate.

Esiste in due versioni, si chiamano rispettivamente Freegate e Ultrasurf. A elaborare questo software “libertario” è il Global Internet Freedom Consortium, abbreviato Gifc.

E dietro il Gifc c’è un gruppo di scienziati e informatici di origine cinese, emigrati negli Stati Uniti, simpatizzanti di Falun Gong. Cioè il movimento religioso più temuto, odiato e perseguitato dal regime di Pechino.
Il governo cinese descrive Falun Gong come un culto esoterico dai riti feroci e perversi, che pratica il lavaggio del cervello dei propri seguaci. Queste accuse hanno fatto presa in Occidente, tra alcuni governi e nell’opinione pubblica.

Nei paesi democratici c’è chi vede in Falun Gong una setta simile a Scientology, ed esita a sostenerne la causa. Ma non la pensano così Barack Obama e Hillary Clinton.

Almeno per quanto riguarda la battaglia contro la cyber-censura, l’Amministrazione Obama si è convinta che l’opera del Gifc (alias Falun Gong) è benefica e merita aiuto. Così il Dipartimento di Stato ha appena deciso di stanziare 1,5 milioni di dollari di finanziamenti per quest’associazione.

Fonte: LaRepubblica.it, 29 maggio 2010

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