Washington a Pechino: liberate i sopravvissuti al massacro di Tiananmen

Gli Stati Uniti “incoraggiano” il governo cinese a “liberare chi è ancora imprigionato per aver partecipato al movimento di piazza Tienanmen; dare conto dei morti e degli scomparsi; porre fine alle continue vessazioni contro i manifestanti e le loro famiglie”. Mark Toner, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, ha sottolineato che Washington “ricorda la violenta repressione” di piazza Tiananmen, compiuta dal Partito tra il 3 e il 4 giugno 1989, e ha invitato Pechino a “fare di più” per proteggere i diritti umani dei suoi cittadini. Oggi ricorre il 23mo anniversario del massacro. Nelle sue dichiarazioni, Toner non ha fatto riferimento ai disordini avvenuti ieri in Cina, quando la polizia è intervenuta per fermare attivisti per i diritti umani che protestavano in memoria della strage dell’89. In Cina non è permesso ricordare il massacro o parlarne, ma in questi giorni molti cinesi hanno raggiunto di nascosto Hong Kong, per partecipare alla marcia annuale organizzata nell’ex colonia britannica dall’Alleanza a sostegno dei movimenti patriottici e democratici in Cina. Secondo Lee Cheuk-yan, presidente dell’organizzazione, più di 150mila persone vi hanno partecipato. Nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989, l’esercito comunista intervenne per porre fine alla protesta degli studenti e uccise migliaia di attivisti e semplici cittadini. Le stime del massacro oscillano a seconda delle fonti. Il governo cinese non ha mai rivelato in modo completo cosa sia avvenuto quando l’esercito intervenne. Pechino, inoltre, non ha mai fornito un resoconto credibile, né ha mai autorizzato un’inchiesta indipendente sugli eventi.

Fonte: Asia News, 4 giugno 2012

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