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Wall Street Journal bloccato dal Grande Firewall cinese

Un altro importante sito web internazionale è stato censurato dal Grande Firewall cinese—questa volta si tratta dell’edizione in lingua cinese del Wall Street Journal e il motivo per il quale sia stato bloccato è un mistero.

Il controllo di routine dell’accessibilità del Journal in Cina da parte di Greatfire.org, sito di controllo del firewall cinese, ha scoperto che cn.wsj.com, la loro edizione in lingua cinese, è stata interamente bloccata dal 2 agosto, anche se potrebbe essere stata temporaneamente bloccata in altre occasioni, quando il controllo ha portato a risultati ‘contraddittori’.

(Nella Foto: Una schermata della versione cinese del Wall Street Journal. Secondo quanto riferito da Greatfire.org, il sito web è stato bloccato in Cina)

La versione in lingua inglese del Wall Street Journal rimane sbloccata dal firewall cinese, la probabile ipotesi è quindi che l’obiettivo non sia quello di bloccare del tutto la pubblicazione ma solo limitarne la visualizzazione.
Non è chiaro perché il Wall Street Journal sia stato bloccato. La maggior parte delle volte, un sito web straniero viene bloccato come punizione per il contenuto critico o poco lusinghiero nei confronti del Partito comunista cinese o della Repubblica popolare cinese, inclusi i contenuti poco lusinghieri verso alti funzionari del Partito, che controllano la censura dei media in Cina.

Lo scorso anno i siti web del New York Times e del sito finanziario Bloomberg sono stati bloccati a seguito di articoli che rivelavano le enormi fortune dell’ex premier Wen Jiabao e dell’attuale presidente Xi Jinping.

Il Journal ha altre credenziali per il reportage che colpiscono duramente il Governo cinese. Ian Johnson, ora con il New York Times, ha vinto nel 2001 il Premio Pulitzer per i suoi reportage sulla persecuzione della pratica spirituale del Falun Gong. Ma questo era più di una decina d’anni fa e difficilmente può causare il blocco del sito oggi.
Nel mese di giugno i censori hanno chiuso gli account sui social media degli utenti cinesi del quotidiano giapponese Asahi Shimbun, che ha avuto un seguito di oltre un milione di utenti. Fino a quando gli account sono stati cancellati è stato il mezzo di informazione straniero più popolare in Cina.

Greatfire.org, un sito che controlla il firewall cinese, è un’organizzazione non-profit che monitora parole chiave bloccate su Weibo, sito di social media cinese. Secondo il loro sito web, sono l’unica «risorsa in tempo reale e aggiornata su quali siti e ricerche sono bloccate in Cina». Il loro obiettivo è quello di portare trasparenza alla censura online in Cina.
The Epoch Times, 05 Agosto 2013

English Version:
http://www.theepochtimes.com/n3/229484-wall-street-journal-hits-the-great-chinese-firewall/ [1]