Vite parallele si incontrano a New York

Genevieve Belmaker,Epoch Times19.05.2014

NEW YORK — Shiping Lu ha riferito di sognare a volte la polizia che le dà la caccia in Cina. La 47enne praticante della Falun Dafa, originaria della città cinese di Harbin, ora vive in Finlandia con il marito. La settimana scorsa era a New York, dove si è unita a ottomila praticanti provenienti da tutto il mondo per una conferenza che coinvolgeva una serie di eventi che celebrano la meraviglia di questa disciplina spirituale, ma che ricordano anche la persecuzione in Cina e coloro che ancora soffrono la terribile oppressione.

Ogni praticante ha la propria storia. Prima che Lu ottenesse asilo in Europa nel 2007, la sua vita da tranquilla com’era, ha subito una serie di eventi tragici e tumultuosi a causa della persecuzione.

Era il 1995 quando la Lu, 28enne, ha scoperto i libri della Falun Dafa a casa di sua madre.

Nella foto:Shiping Lu a una parata della Falun Dafa a Manhattan, il 14 maggio 2014; la signora Lu pratica la Falun Dafa dal 1995 e per la sua fede è stata arrestata dal regime cinese cinque volte. (Samira Bouaou/Epoch Times)

«Ho aperto il libro e ho letto che le persone possono essere salvate, ho letto la parola ‘salvezza’», ha ricordato.

Quella parola avrebbe cambiato il corso della sua vita, portandole gioia e dandole la forza per affrontare anche la più amara delle situazioni.

La Falun Dafa, conosciuta anche come Falun Gong, è una pratica di meditazione di mente e corpo che è stata tramandata da maestro a discepolo per secoli. Il Maestro Li Hongzhi l’ha introdotta al pubblico nel 1992. La pratica prevede una serie di cinque esercizi e l’insegnamento dei principi universali di verità, compassione e tolleranza. Il suo insegnamento libero è praticato in oltre 140 Paesi.

Per la Lu, che era una professionista di marketing di grande successo in un’importante azienda statale (la Harbin Pharmaceutical Group), la Falun Dafa è stata la luce alla fine di un tunnel.

«Ero molto soddisfatta del mio reddito, ma mi sentivo come se avessi bisogno di qualcosa di spirituale», ha detto la Lu. Insieme a diversi membri della famiglia, ha iniziato a praticare gli esercizi di meditazione della Falun Dafa e a leggere il libro ogni giorno. Ha riferito a tutti i suoi colleghi e amici stretti i benefici fisici e mentali della pratica. Faceva gli esercizi in un parco vicino a lei ogni giorno con altri cento praticanti circa.

A metà degli anni novanta la Falun Dafa si stava diffondendo rapidamente con il passaparola. C’erano milioni e milioni di altre persone come Lu e altre che imparavano ogni giorno.

Alla fine degli anni novanta, il Partito Comunista Cinese (Pcc), che in precedenza aveva sostenuto la Falun Dafa, ha interpretato la popolarità della pratica come una minaccia per il regime.

Nel 1999, Jiang Zemin, ex leader del Pcc, ha lanciato una brutale persecuzione contro la Falun Dafa con l’obiettivo di eliminarla. I praticanti in tutto il Paese venivano sistematicamente circondati, arrestati, torturati e inviati ai centri di lavaggio di cervello. Il regime ha usato tutti i mezzi per tentare di forzare i praticanti a rinunciare alla pratica.

CAMBIARE LE MAREE

Nei mesi precedenti la repressione, la Lu e altri praticanti della Falun Dafa in Cina potevano sentire che ci fosse, come lei ha detto, «una tempesta imminente».

I praticanti sono stati costretti dalla polizia a lasciare il parco, il luogo di pratica degli esercizi dove andava anche la Lu, e quindi si sono recati in un cortile di case popolari ma hanno dovuto lasciare anche quello; la polizia ha infatti usato gli idranti ad alta pressione mentre le persone praticavano gli esercizi. I praticanti si sono allora spostati sui bordi stradali.

Il 20 luglio 1999, la decisione di lanciare ufficialmente la persecuzione, è rintronata in tutta la Cina continentale come una furia. I praticanti venivano letteralmente radunati in gruppi così grandi che dovevano essere tenuti negli stadi. Non era più consentito praticare all’aperto. In quel momento, secondo una stima del Governo, cento milioni di cinesi praticavano la Falun Dafa.

La signora Lu era tra quelle persone prese in custodia nei primi giorni; lei e altre diecimila si erano recate all’ufficio appelli del loro governo provinciale per esprimere le loro preoccupazioni circa le notizie dei praticanti che erano stati arbitrariamente arrestati: sono state immediatamente arrestate.

Per la Lu sarebbe stata la prima delle cinque volte in cui è stata arrestata e detenuta fino a quando non è fuggita in Finlandia.

ESPIANTO FORZATO DI ORGANI

Dopo aver intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro la sua ingiusta detenzione, la Lu ha subito l’alimentazione forzata attraverso un tubo. È stata torturata e messa costantemente sotto pressione affinché rinunciasse alla pratica. In un campo di lavoro le sono stati fatti approfonditi esami medici, ma non perché le autorità erano preoccupate per la sua salute.

La Lu ha successivamente compreso che il campo stava cercando di classificare il suo tipo di sangue per la loro banca vivente di organi. I praticanti della Falun Dafa riferiscono che uno dei modi in cui il regime uccide i praticanti è attraverso l’espianto forzato di organi, una pratica orribile e disumana che continua ancora oggi.

David Matas, avvocato canadese per i diritti umani e David Kilgour, ex segretario di Stato per la regione Asia-Pacifico, hanno indagato sulle accuse basandosi sulle testimonianze degli espianti di organi in Cina e hanno scritto due libri che documentano le prove che hanno raccolto.

Dopo la pubblicazione del loro primo libro hanno viaggiato molto, raccogliendo più prove e rafforzando la loro conclusione originale che indica le accuse come vere. «Crediamo che ci siano stati e continuino ancora oggi a esserci espianti di organi su vasta scala a praticanti del Falun Gong non consenzienti», hanno concluso in Bloody Harvest.

La Lu ha compreso che l’obiettivo principale dei suoi persecutori era quello di convincerla a smettere di praticare il Falun Gong, ma lei non aveva alcuna intenzione di rinunciare. Il momento decisivo che le ha dato la forza di resistere è accaduto nei primi giorni della persecuzione.
Subito dopo il 20 luglio, il supervisore della Lu, un impiegato molto apprezzato nella sua unità di lavoro, aveva cercato di costringerla a scrivere una lettera per denunciare la Falun Dafa; è stata isolata in una stanza con un pezzo di carta e circa dieci penne, e le è stato detto di scrivere questa lettera.

Il contenuto della lettera avrebbe dovuto assicurare in qualche modo che lei smettesse di praticare la Falun Dafa .

In un primo momento, la Lu ha considerato la possibilità di scrivere qualche commento sarcastico. Ma in quel momento è accaduto un avvenimento che le è apparso «miracoloso». La prima penna che ha provato non ha funzionato. La seconda neanche. Sembrava che l’inchiostro non volesse proprio fluire da nessuna delle tante penne che le erano state lasciate. In quel momento, ha preso un’altra decisione, ferma e risoluta, per la disciplina che l’aveva salvata e che le aveva cambiato la vita.

«Ho deciso di scrivere sulla bontà del Falun Gong», ha detto la Lu. Da quel momento tutte le penne avevano ripreso a funzionare.

CHIARIRE LA VERITÀ

Da quel giorno, la Lu ha continuato a difendere la sua fede. Nel corso degli anni, circa venti dei suoi familiari hanno iniziato a praticare la Falun

Dafa, inclusi tutti e tre i suoi fratelli e i suoi genitori. Sin dai primi giorni della persecuzione in Cina, la sua famiglia ha utilizzato qualsiasi metodo per spiegare agli altri cinesi che la propaganda diffusa in tutto il Paese contro la Falun Dafa erano solo bugie plateali e dannose.
Ogni volta che la Lu arrivava in un centro di detenzione, veniva duramente picchiata e subiva minacce di persecuzioni ancora più gravi. Ha poi perso il suo lavoro.

«Mi hanno detto che dovevo essere mandata in un campo di lavoro forzato», ricorda.

Infine la Lu si è unita a un altro praticante per protestare in piazza Tiananmen a Pechino. Hanno tenuto uno striscione che diceva: «La Falun Dafa è buona» e hanno fatto riecheggiare le loro grida nella famosa piazza conosciuta come il cuore della Cina, centro anche dei principali edifici del Governo nazionale.

Sono state prontamente arrestate. Questa volta è stata inviata al brutale campo di lavoro Wanjia nella città di Harbin. È stata messa in isolamento, torturata, e costretta a lavorare dalle 5 del mattino fino a mezzanotte, preparando prodotti per l’esportazione internazionale.

FUGA

La vita della Lu da quando ha lasciato la Cina è cambiata drasticamente. Anche se le è servito quasi un anno di vita in Finlandia per superare la paura di sentire improvvisamente bussare alla porta o di vedere la polizia, oggi può viaggiare liberamente in altri Paesi; può anche parlare liberamente della brutalità della persecuzione.

Nel 2013, durante un discorso davanti al Parlamento israeliano, parlando del suo tempo trascorso nel campo di lavoro ha detto: «Ogni giorno era una questione di vita o di morte». La Lu era in Israele per smascherare la pratica dell’espianto forzato di organi.Israele, vista la sua posizione sulla questione, è un caso raro nella comunità internazionale. Per i cittadini israeliani, recarsi in Cina per un trapianto di organi è illegale.

UN ALTRO MONDO

Un altro praticante della Falun Dafa che si trovava in Cina il giorno in cui è iniziata la persecuzione, ha testimoniato l’inizio della tempesta. La situazione di Liam O’Neill, 36 anni e a quel tempo studente, non avrebbe potuto essere molto diversa da quella della Lu. Allora laureando al Swarthmore College, O’Neill durante l’estate stava conducendo i suoi studi in Cina per capire il riemergere del Buddismo dopo la Rivoluzione Culturale.

Nello stesso anno aveva iniziato a praticare la Falun Dafa dopo averla appresa da un amico al college.

Allo scoccare del 20 luglio, tutti a Pechino sembravano terrorizzati e lui è stato cacciato dal tempio in cui alloggiava.
«Tutta la città era in bilico, un brusio continuo», ha detto O’Neill.

Per il giovane studente del college, le voci che riportavano gli arresti di massa e il lancio di una persecuzione su larga scala non sono servite a smuovere la sua fede.

«La mia reazione a quel tempo è stata piuttosto semplice – ha detto – Ho pensato che era simile a quando i Romani hanno perseguitato il Cristianesimo; è stato uno stimolo per farmi continuare a praticare».

Oggi insegna cinese agli studenti delle scuole superiori nel New Jersey, dove vive con sua moglie da dodici anni e con i loro tre figli. La settimana scorsa è stato anche a New York per una conferenza internazionale della Falun Dafa.

La Lu e O’Neill si sono incontrati a Union Square di Manhattan per la prima volta giovedì.

Per la Lu, potersi incontrare liberamente e praticare liberamente non sono mai cose scontate.
«Posso sentire il forte contrasto tra i due mondi diversi, il mondo libero e quello all’interno della Cina», ha detto la Lu. «Ma io credo fermamente che un giorno come questo in Cina arriverà presto; una Cina libera».

O’Neill ha riferito di star studiando quel che succede in Cina da quindici anni e ha realizzato che «le persone che vivono al di fuori della Cina non possono davvero capire cosa significa essere in Cina durante questa persecuzione».

Essendo stato un corridore di successo su lunga distanza al liceo e all’università, O’Neill ha detto che le sue convinzioni spirituali gli hanno dato un altro tipo di longevità.

«La gente mi conosceva come un maratoneta di successo», ha detto. «Ma quel che il Falun Gong mi ha dato è stata una resistenza emotiva».
Questa resistenza serve nel suo compito quotidiano di insegnare.

«I ragazzi delle scuole superiori possono essere un po’ difficili da gestire», ha detto, ma attribuisce alla Falun Dafa moltissimi meriti per averlo aiutato a rapportarsi con gli studenti. «Lavorare con i ragazzi mi piace davvero molto perché la loro compagnia mi trasmette allegria».

La sua attenzione alle necessità degli studenti è stata ripagata. L’anno scorso è stato premiato come miglior insegnante di lingua straniera del New Jersey dalla Foreign Language Educators of New Jersey, un’organizzazione statale che sostiene gli insegnanti di lingue straniere. O’Neill ha detto di insegnare anche in alcune delle più grandi classi cinesi negli Stati Uniti.

In tutto questo, la Falun Dafa svolge un ruolo chiave nell’istruzione dei suoi studenti, dato che O’Neill nei suoi insegnamenti integra la storia cinese moderna.

«Dico loro ciò che il Partito Comunista Cinese ha fatto al Falun Gong e ai Cinesi in generale», ha detto.
Per O’Neill, ciò che più conta è la sua attenzione personale alla pratica, che descrive come esemplare in un modo davvero singolare.
«Mi dà respiro. Non c’è nulla che possa essere paragonato al praticare gli esercizi e alla lettura del libro».

Fonte,Epoch Times, http://www.epochtimes.it/news/vite-parallele-si-incontrano-a-new-york—126265

English version:
Parallel Lives Meet in New York

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