Vince il design italiano. Multata la “Flos” cinese

Il made in Italy vince in tribunale la battaglia del diritto d’autore. È stata infatti condannata a una multa da 40mila euro la ditta cinese operante nella provincia di Firenze che aveva copiato la lampada Arco, disegnata dai fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos nel 1962: vera e propria scultura d’arredo, protagonista delle riviste di settore più blasonate e di celebri scenografie cinematografiche, conosciutissima e perciò imitatissima. Finora: perché la sezione specializzata in materia di proprietà industriale e intellettuale del tribunale del capoluogo toscano ha riconosciuto la piena sussistenza dei diritti d’autore in capo ai Flos, la violazione del marchio «Arco» e la sussistenza di atti di concorrenza sleale. La lampada-copia della società cinese House World non potrà più essere prodotta né commercializzata. Una sentenza accolta con grande favore dal mondo del design, da tempo in guerra con tutte le forme di contraffazione, che penalizzano soprattutto il made in Italy, leader indiscusso del settore. «La decisione – sottolinea il numero uno di Flos, Piero Gandini, che è anche presidente di Assoluce, l’associazione delle aziende del settore – assume un rilievo estremamente importante nel panorama del design italiano perché rappresenta un significativo e concreto segnale di difendibilità del nostro design dalla concorrenza sleale, che ci fa anche ben sperare per un altro analogo procedimento aperto come Flos e Assoluce presso la Corte di giustizia», dove in questione sono appunto i criteri per la protezione del design come opera dell’ingegno. «Accolgo con soddisfazione questa decisione che finalmente dà giustizia non solo a un’impresa associata ma, con essa, a quel patrimonio inestimabile che è il design italiano – commenta il presidente di Federlegnoarredo, Rosario Messina -. Era tempo che si riconoscesse a quello che è un valore per tutto il Paese, e non solo per il nostro settore, il diritto ad essere tutelati da chi copia e fa contraffazione dei nostri marchi».

Fonte: Il Giornale, 21 febbraio 2010

NDR: Ottime queste iniziative delle ns autorità ma ricordiamo che il problema fondamentale è che la tanto decantata “competitività cinese” deriva dal lavoro forzato e dallo sfruttamento umano!

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