Vietnam accusa di nuovo Cina per provocazioni marittime

Per la seconda volta in due settimane, il Vietnam ha accusato oggi la Cina di provocazioni ”premeditate” a una sua nave impegnata in attivita’ di esplorazione nel Mar cinese meridionale, dove i due Paesi hanno entrambi mire su due arcipelaghi al centro di un trafficato corridoio marittimo e potenzialmente ricchi di risorse minerarie. Un peschereccio cinese, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri, ha usato un ”congegno per tranciare dei cavi” posati da una nave della societa’ petrolifera nazionale PetroVietnam, all’interno della zona economica esclusiva che si estende per 200 miglia nautiche dalla costa vietnamita. A fine maggio, un episodio simile aveva portato le autorita’ di Hanoi a presentare una protesta formale presso i rappresentanti diplomatici di Pechino. Citato dal quotidiano Than Nien, il primo ministro Nguyen Tan Dung ha ribadito di essere determinato a ”difendere la sovranita’ vietnamita”.Sia il Vietnam sia la Cina considerano come propri gli arcipelaghi delle isole Spratly e Paracel, centinaia di isole e atolli disabitati ma dalla posizione strategica, reclamati in parte anche da altri Paesi che si affacciano sul Mar cinese meridionale. Nelle ultime settimane, l’aumento della tensione ha portato a proteste anti-cinesi in piazza ad Hanoi, oltre a reciproci attacchi di hacker su rispettivi siti Internet. Le autorita’ cinesi hanno inoltre intimato a Vietnam e Filippine (che reclamano una parte delle Spratly) di non procedere con le loro attivita’ di esplorazione dell’eventuale presenza di petrolio in quelle acque.

Fonte: Ansa.it, 11 giugno 2011

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