Vice premier cinese accusato di genocidio durante una mostra d’arte in suo onore

Wen Long, The Epoch Times, 11.12.2013

Li Lanqing, l’ex vice premier del Consiglio di Stato Cinese è stato smascherato con l’accusa di tortura, genocidio e crimini contro l’umanità durante una mostra d’arte in suo onore al Calligraphy Art Museum di Seoul, in Corea del Sud.

(Nella foto Li Lanqing, ex capo dell’Ufficio 610 ed ex vice premier del Consiglio di Stato cinese )

Il dott. Choi Woo-Won, professore di filosofia alla Pusan National University, non appena è venuto a conoscenza di questa mostra, ha dato l’allerta dicendo: «Una persona colpevole di crimini contro l’umanità tiene una mostra d’arte presso il più prestigioso museo della Corea del Sud per mostrare le sue cosiddette opere di calligrafia e incisione di sigilli. I Sudcoreani dovrebbero sentirsi indignati nell’apprendere questa notizia.
«I crimini di Li Lanqing sono persino più disumani di quelli commessi dai criminali di guerra processati nei vari tribunali per i crimini di guerra internazionali. Chi ha organizzato questa ‘mostra d’arte’ e per quale scopo? È ridicolo! Dovremmo tutti recarci al Seoul Arts Center per condannare questa mostra e bloccarla!»

La mostra di calligrafia e incisione di sigilli di Li Lanqing, inaugurata l’8 dicembre, è stata organizzata dall’Ambasciata Cinese e Zhang Xinsen, l’ambasciatore cinese in Corea del Sud, ha partecipato alla cerimonia di apertura.

Li Lanqing, il diretto interessato, non ha partecipato. Li è uno degli oltre cento funzionari cinesi di alto rango che figurano sulla lista degli abusi dei diritti umani e crimini contro l’umanità. Alcuni di loro sono stati citati in giudizio nei tribunali esteri e non osano viaggiare oltre i confini del proprio Paese per paura di ritrovarsi davanti alle carte del tribunale, a gruppi di manifestanti o di essere arrestati.

Nonostante l’assenza di Li, l’evento ha attirato l’attenzione dei praticanti locali del Falun Gong (anche conosciuto come Falun Dafa) i quali hanno affermato che Li ha le mani completamente sporche di sangue.

«Li abusa dei diritti umani ed è stato denunciato in diversi Paesi per i crimini di tortura e genocidio, perciò non è opportuno che sia l’esponente di una mostra d’arte», ha riferito un rappresentante dell’Associazione Falun Dafa in Corea del Sud durante una conferenza stampa tenutasi il 18 novembre di fronte all’Ambasciata Cinese.

L’UFFICIO 610


Li è l’ex capo dell’Ufficio 610 del Partito Comunista Cinese, un’ente simil-Gestapostabilito il 10 giugno 1999 dall’ex leader Jiang Zemin, ovvero colui che ha lanciato la persecuzione del Falun Gong.

La disciplina spirituale del Falun Gong è una pratica di meditazione tradizionale cinese, introdotta per la prima volta al pubblico nel 1992 in Cina. La disciplina comprendecinque esercizi di meditazione e degli insegnamenti basati sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza. Il Falun Gong era diventato enormemente popolare. Nel 1999, dai settanta ai cento milioni di persone avevano iniziato a praticare in Cina; Jiang Zemin temeva di perdere il controllo del popolo cinese.

Li è stato il primo capo ufficiale dell’Ufficio 610, noto anche come Ufficio di Controllo del Falun Gong. Dal 1999 al 2003 è stato responsabile della campagna nazionale contro il Falun Gong. Sotto la direzione di Li, l’Ufficio 610 si è imposto a ogni livello del Partito, così come nelle agenzie statali, università e grandi aziende, secondo quanto riportato dalla World Organization to Investigate the Persecution of Falun Gong(Woipfg).

Li Lanqing ha rilasciato molte dichiarazioni e discorsi pubblici che incitavano l’odiocontro il Falun Gong, riferisce il Falun Dafa Information Center.
Dietro le quinte Li contribuiva a mettere in moto la macchina della persecuzione.

Il 30 novembre del 1999, durante una conferenza dell’Ufficio 610, Li Lanqing ha inoltrato verbalmente – su richiesta di Jiang Zemin – una nuova politica riguardante i praticanti del Falun Gong, riferendo che l’Ufficio 610 doveva: «rovinare la loro reputazione, distruggerli economicamente, eliminarli fisicamente», secondo quanto riportato da Minghui.org, un sito web del Falun Gong che pubblica i racconti in prima persona dei praticanti che hanno subito la persecuzione, oltre che vari altri articoli.

Il regime ha iniziato a premiare i funzionari che attuavano la nuova politica, come documentato in un rapporto della Woipfg sul campo di lavoro Masanjia.

Venivano tenuti seminari sui metodi di tortura, ritenuti particolarmente efficaci per ‘trasformare’ i praticanti del Falun Gong, ovvero per costringerli a rinunciare e rinnegare il proprio credo.

Per esempio, stando a questo rapporto della Woipfg, un documento segreto emesso dall’Ufficio 610 Centrale e dal Ministero della Giustizia riferiva che: «dal mese di novembre del 2000, un totale di 500 persone divise in 31 gruppi e provenienti da 25 province hanno effettuato dei ‘viaggi studio’ al Campo di Lavoro Masanjia» al fine di imparare i differenti metodi di tortura.

L’Ufficio 610 di Li ha inoltre promulgato una nuova politica che dichiarava: «Le morti saranno contate come suicidi», riferisce Minghui.
Con il supporto di una tale politica che garantisce l’immunità dalla persecuzione, che esorta i funzionari a «eliminare fisicamente» i praticanti e li addestra inoltre a provocare loro il dolore più straziante possibile – ricompensando chi riesce a ‘trasformare’ i praticanti – ha preso forma un regime che applica torture e abusi nell’intera Cina.

UCCISIONI
La risultante persecuzione ha colpito decine di milioni di praticanti comprese le loro famiglie.

Il 2 dicembre Minghui riportava 3.733 casi di praticanti del Falun Gong per i quali è stata confermata la loro morte a causa della persecuzione. Minghui fa notare che a causa della difficoltà nel reperire informazioni dalla Cina, il numero effettivo dei decessi potrebbe essere decisamente superiore.

Dei ricercatori indipendenti hanno stimato che decine di migliaia di praticanti sono stati uccisi per i loro organi, poi venduti nel lucroso mercato nero degli stessi. Ethan Gutmann, scrittore e ricercatore, nel libro Organi di Stato (2012) stima che tra il 2000 e il 2008 circa 65 mila praticanti del Falun Gong sono stati uccisi per i loro organi, selezionati in mezzo ad altri 1,2 milioni circa costretti nei campi di lavoro forzato del sistema cinese.
David Kilgour – ex membro del Parlamento canadese – e David Matas – avvocato canadese per i diritti umani – nella loro relazione d’indagine Bloody Harvest sono giunti a conclusioni simili, affermando che, solamente tra il 2001 e il 2005, sono stati venduti 41.500 organi espiantati illegalmente dai prigionieri di coscienza del Falun Gong. Lo spaventoso commercio continua ancora oggi, riferiscono gli autori della ricerca sopracitata.

Negli Stati Uniti, Francia, Belgio, Taiwan, Germania, Canada, Nuova Zelanda, Cile, Olanda, Giappone e Svizzera, sono state presentate delle cause contro Li Lanqing per crimini contro l’umanità, tortura e genocidio nei confronti del Falun Gong.

La Royal Canadian Mounted Police [Régia polizia a cavallo canadese, ndt] ha inserito Li Lanqing nella propria ‘lista di osservazione’ e lo stesso ha fatto con Jiang Zemin, Luo Gan, Liu Jing e Bo Xilai, l’ex membro del Politburo caduto in disgrazia che sta scontando una condanna all’ergastolo per altri reati. I Mounties dicono che nel caso questi individui dovessero mettere piede sul suolo canadese i loro crimini verrannoindagati.

UN AMATORE

Li ha cercato di esibire la sua mostra nelle migliori sedi di tutto il mondo, con differenti risultati. Nel 2012, ha tentato di esporre le sue incisioni di sigilli al Metropolitan Museum of Art di New York.

Secondo la rivista Investigate di Hong Kong, le autorità cinesi hanno contattato un manager d’arte asiatica del museo, offrendo delle «condizioni favorevoli» in cambio di una mostra delle opere di Li. Il museo ha declinato l’offerta dopo che un gruppo di esperti ha valutato le opere di Li considerandole di livello amatoriale.

Fonte: http://www.epochtimes.it/news/vice-premier-cinese-accusato-di-genocidio-durante-una-mostra-d-arte-in-suo-onore—124844

English version:
http://www.theepochtimes.com/n3/382903-in-seoul-former-chinese-vice-premier-s-art-overshadowed-by-his-crimes/?photo=2

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