Vescovi rapiti per costringerli ad ubbidire al governo e non al Papa

Un rappresentante dell’Ufficio affari religiosi (Uar) ha negato l’arresto del vescovo Zhao Zhengdong, smentendo le accuse fatte dal Vaticano il giorno prima. Ma fonti di AsiaNews affermano che è in atto una campagna per costringere tutti i vescovi della chiesa non ufficiale a sottomettersi al partito comunista e a non ubbidire al Papa.

Liu Yongqing, membro dell’Uar ha detto ieri che “Il sig. Zhao Zhengdong non è stato arrestato” e ha spiegato che “il nostro ufficio organizza corsi per il clero locale e per insegnare loro la nostra politica religiosa. Questo corso è cominciato alla fine di maggio e finito a metà giugno”. La signora Liu ha anche precisato che il vescovo ha partecipato al corso “volontariamente”.

Il 23 giugno scorso la Sala stampa della Santa sede aveva espresso “profondo dolore” per l’arresto di mons. Zhao Zhengdong. L’84enne vescovo era stato preso in custodia dalla polizia e non si conosceva il suo luogo di detenzione.

Il Vaticano si era detto preoccupato anche per l’arresto di altri due vescovi della chiesa sotterranea, mons. Jia Zhiguo, vescovo di Zhengding,  arrestato dal 13 al 18 giugno e per mons. Leo Yaoliang,  vescovo coadiutore di Xiwanzi, tenuto sotto custodia della polizia dal 2 giugno al 12 giugno. Il 13 giugno era stato arrestato anche il p trappista Placido Pei Ronggui, rilasciato anch’egli il 18 giugno.

Il Vaticano ha definito tutte queste misure coercitive ” inconcepibili in uno Stato di diritto e contravvengono a quei diritti della persona, in particolare a quello della libertà religiosa, che sono sanciti in numerosi documenti internazionali, sottoscritti anche dalla Repubblica Popolare Cinese”.

Secondo l’Uar il vescovo è tornato nella sua chiesa a Shangyingzhuang. Anche la polizia del luogo ha negato di aver detenuto il vescovo con la forza.

Secondo fonti cinesi di AsiaNews queste custodie “volontarie” sono in realtà veri e propri rapimenti di persone inermi che mirano ad indottrinare e convincere  vescovi e sacerdoti della chiesa sotterranea a entrare nell’Associazione patriottica, l’organizzazione che controlla la chiesa cattolica in Cina.

A vescovi e sacerdoti, non riconosciuti dal governo viene proposta una vita nell’ufficialità (senza più nascondersi, tranquillità, aiuti economici) ; in cambio le autorità cinesi chiedono una risposta “saggia” di sottomissione al governo.

AsiaNews è riuscita ad ottenere un esempio – realmente avvenuto – di dialogo fra autorità e vescovi:

I membri della sicurezza domandano al vescovo: “a chi ubbidisci? Al governo di Pechino o al Papa?”.  Il vescovo risponde: “io ubbidisco a tutti e due”. Risposta: “No, devi dirmi chi viene per primo, il governo o il Papa”. Il vescovo precisa: “Nelle questioni di fede rispondo al Papa, nella società rispondo al governo”. Le autorità: “Questo non è accettabile. Siccome la tua chiesa è in Cina, tu devi obbedire anzitutto al governo”.

Dal 2000 il controllo del governo si è accresciuto anche verso la chiesa ufficiale riconosciuta. Più dell’80% dei vescovi nominati da Pechino hanno in questi anni chiesto il segreto riconoscimento e la riconciliazione con la Santa Sede, bollando come inutile il tentativo del partito comunista di costruire una chiesa nazionale in Cina. Seminaristi, sacerdoti e vescovi della chiesa ufficiale, in diversi momenti dell’anno sono sottoposti a mesi interi di “aggiornamento” sulla politica religiosa del governo. Nei lunghi mesi di sessioni politiche si danno lezioni di marxismo e si predica l’importanza la leadership incontrastata del Partito comunista cinese.

Fonte: AsiaNews, 25 giugno 2004

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.