Vescovi dell’Asia: non si può celebrare l’Eucaristia e insieme tollerare discriminazioni

“Non possiamo celebrare l’Eucaristia e nello stesso tempo mantenere, praticare o tollerare discriminazioni su base religiosa, etnica, culturale, di lingua, casta o classe. Se siamo fondati e vivificati nel Corpo di Cristo ci apriamo e diventiamo costruttori di ponti in un mondo che sta diventando sempre più diviso”. Sono le parole del documento conclusivo della IX Plenaria della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc) conclusasi il 16 agosto a Manila
Dopo sette giorni di lavoro, incentrati sul tema “Vivere l’Eucaristia in Asia”, i rappresentanti dei 23 Paesi del continente hanno rivolto a sacerdoti e laici l’invito a rispondere alla chiamata che, attraverso il sacramento della comunione, Cristo rivolge oggi ai fedeli del continente: “chiamati all’unità”, “ad ascoltare la parola di Dio”, “alla fede ed alla speranza”, “alla missione”.
I cattolici in Asia rappresentano solo il 3% degli oltre 3miliardi e 700mila abitanti. Ad essi i vescovi ricordano che l’Eucaristia è “l’atto missionario più efficace” che la comunità ecclesiale possa compiere. Per i credenti i luoghi di preghiera devono sempre di più diventare “punti di incontro con Gesù che porta alla comunione” ed i sacerdoti devono aiutare a promuovere attraverso di essi “l’unità nella diversità”.
“Celebrare l’Eucaristia – affermano i presuli asiatici – significa vivere in una fede radicata, coltivata e nutrita nella Parola del Signore che dobbiamo contemplare e riverberare”. A sacerdoti e religiosi chiedono quindi di educare sempre di più i fedeli a riscoprire al centralità della celebrazione eucaristica. Essa “ha la forza di rendere le comunità cristiane dell’Asia vigorose testimoni di Gesù che portano la sua presenza, il suo amore ed il suo potere divino”.
La Fabc invita “ad avere a cuore” e riaffermare il valore della Parola di Dio e l’Eucaristia “come risposta viva alle incertezze e alle sofferenze che angustiano il mondo”. Per i vescovi, una profonda  comprensione del significato di questi due “doni” è inoltre la via per un vero dialogo con le società asiatiche caratterizzate dal pluralismo culturale e religioso.
Mons. Orlando Quevedo, segretario della Fabc, dice ad Asia News: “Il nostro modo di vivere l’Eucaristia e la nostra vita di credenti possono fare la differenza nella società, verso i problemi della giustizia, della pace, della violenza e dell’ecologia”. Anche il dialogo interreligioso ha nell’Eucaristia il suo vero fondamento. I cattolici trovano in essa la forza per essere “veri testimoni di Cristo” ed entrare “in un dialogo di vita” con i credenti della altre religioni.
Fonte: Asianews, 17 agosto 2009

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