Versace: “Milano come un suk il mercato dei falsi va fermato”

Milano capitale della moda, ma anche della contraffazione. Del mercato del «tarocchi». Si discute anche di questo a Shanghai, a quattro giorni dalla chiusura dell’Esposizione universale del 2010. A lanciare l’accusa è Santo Versace, leader della nota maison ed ex presidente della Camera nazionale della Moda, oggi deputato del Pdl, ospite con il governatore Roberto Formigoni del Milano Fashion global summit, organizzato in collaborazione con il gruppo Class. «Lo vediamo nelle vie ma anche in piazza Duomo — attacca Versace — è una cosa illegale. Ci sono le forze dell’ordine, c’è la magistratura, ma non succede nulla. Vogliamo una risposta. Il danno è enorme». Lo stilista propone una ricetta: «Un modo per battere il fenomeno è quello di mettere in regola gli extracomunitari. Diamo loro anche la licenza per ambulante, ma facciamo vendere solo i prodotti del loro artigianato». L’argomento scalda il confronto che spesso ha visto Italia e Cina su fronti avversi. Proprio a Shanghai esiste uno dei più grandi mercati del mondo di prodotti rigorosamente falsi. In sala, però, c’è chi tra gli imprenditori ammette che a Milano si è superato il livello di guardia. «Dalla tolleranza zero si è passati alla tolleranza trenta, o quaranta — racconta un esperto del settore — Da Brera a Porta Venezia la città sembra diventata un mercato delle patacche». Roberto Formigoni ammette che in una città dove ormai le ordinanze si sprecano «bisognerebbe aumentare i controlli». Compito che per legge spetta al Comune. Poi, però, chiama in causa anche l’Unione europea: «La Regione nel 2004 per prima in Europa firmò un accordo sul rispetto della proprietà intellettuale con la municipalità di Shanghai che ha funzionato. È stato in vigore fino al 2008 quando è subentrato un nuovo accordo tra l’Ue e la Repubblica popolare cinese. Da allora, abbiamo passato la palla ad altri». Ma Versace non si arrende: «Da noi le leggi sono abbastanza buone, ma vanno applicate. Siamo arrivati al punto di dover creare le multe per chi acquista i prodotti contraffatti». Succede anche questo a Shanghai, dove Regione, Provincia e Comune sembrano giocare a rubarsi la scena alla vigilia del passaggio di testimone per l’Expo del 2015. Formigoni ha firmato un accordo con il sindaco di Shanghai che prevede, tra l’altro, che la Triennale apra una sede anche qui. Il presidente della Provincia ha presentato nello stesso albergo dove alloggia la delegazione del governatore un raid automobilistico sponsorizzato dalla Provincia che partirà il 18 novembre da Shanghai verso Milano. Una rievocazione di quello organizzato nel 1968 da Roma a Pechino.

Fonte: La Repubblica, 2 novembre 2010

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.