VERONA: sequestrati 15 quintali di tofu al sorbato di potassio in un opificio cinese.

SAN BONIFACIO (Verona) “Veniva venduto in vari negozi etnici ma anche in alcuni alimentari assolutamente italiani». Del resto con quella nomea che si è fatto di «elisir di lunga vita» è uno dei prodotti più richiesti dai salutisti, ma anche da chi soffre di intolleranze alimentari.

Le Fiamme Gialle all’interno del laboratorio cinese di tofu

Stando a chi ne propaganda i benefici pulirebbe il sangue, aiuterebbe a digerire e, addirittura, terrebbe lontano il cancro. Insomma, una sorta di panacea a tutti i mali. Peccato che in questo caso tutti i benefici venissero annullati – a dir poco – da una lavorazione che nulla aveva a che fare con l’igiene, ma neanche con quella «linea naturista» che ci si aspetterebbe venisse seguita nella produzione di un alimento del genere. Già, perché il tofu – vale a dire il caglio ottenuto dalla soia fermentata – che veniva prodotto in un laboratorio cinese a San Bonifacio in realtà veniva mantenuto a furia di intrugli chimici che, per quanto permessi in minime dosi, non venivano dichiarati. Passava come un prodotto «naturale», ma in realtà – come hanno scoperto i militari della tenenza della guardia di finanza di Soave – aveva molto di chimico, quel «formaggio vegetale » prodotto dalla ditta Xi King di via Villabella.

Un’azienda specializzata della produzione di pasta di proprietà di un cinese, Wei Te, che è stato denunciato per frode in commercio, violazione alla disciplina igienica della produzione e vendita di sostanze alimentari. Quel laboratorio di mille e 700 metri quadrati è stato sequestrato, come sotto sequestro sono 15 quintali di tofu e un impianto abusivo di scarico industriale, oltre a 76 chili di E202, il sorbato di potassio. Era con quella sostanza, che non è dichiarata sull’etichetta come prevede la legge, che il tofu prodotto dalla Xi King veniva conservato. Ma quella del tofu «chimico» non è stata l’unica scoperta dei finanzieri. Nel laboratorio i militari hanno trovato sei lavoratori, di cui due completamente in nero, mentre preparavano la pasta e il «formaggio» in barba alle più elementari norme igieniche. Vicino alle farine e ai prodotti finiti era stoccate confezioni di soda caustica, scarti di lavorazione e numerosi fusti di oli esausti.

Durante il sopralluogo all’esterno del capannone è stata anche trovata una vasca di raccolta degli scarti di lavorazione e delle acque reflue industriali che scaricava direttamente nei fossati della zona, ovviamente inquinandoli. Su quel conservante – che comunque in dosi ben stabilite e con la dichiarazione in etichetta – è assolutamente permesso, sono in corso ulteriori accertamenti. Alcuni campioni del tofu verranno fatti analizzare per capire se l’E202 sia stato utilizzato e, soprattutto, in che percentuale. Si sta anche cercando di risalire alla «filiera» dei negozi che, ignari dei metodi di lavorazione – lo hanno acquistato dalla Xi King. Quel tofu verrà sequestrato. Perché era tutto, tranne quell’«elisir di lunga vita» che il prodotto integro rappresenta per molti.

Corriere del Veneto,08/10/2015

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