“Vergognosa” decisione della corte per l’artista Ai Weiwei

Il tribunale del distretto di Chaoyang ha rifiutato di prendere in considerazione un appello dell’artista e dissidente Ai Weiwei, che si rifiuta di pagare 15 milioni di yuan (circa 1,5milioni di euro) per evasione delle tasse. Un precedente appello era stato rifiutato lo scorso luglio. L’artista  ha bollato l’atteggiamento dei giudici come “vergognoso” perché rendono impossibile ogni difesa contro i soprusi del governo. Il caso è visto da molti come un tentativo di penalizzare e distruggere l’artista, sempre fortemente critico verso la politica del Partito e le condizioni sociali della popolazione cinese. Ai Weiwei è uno dei designer dello stadio “Nido d’uccello”, divenuto famoso durante le Olimpiadi di Pechino. L’anno scorso egli è scomparso nelle mani della polizia per tre mesi. Non appena è riapparso, è stato accusato di evasione delle tasse. Gli sforzi del governo di mettere a silenzio Ai Weiwei hanno dato ancora più pubblicità alla sua già grande notorietà. Non appena è stato condannato a pagare l’ingente multa, almeno 30mila persone in Cina gli hanno offerto denaro per sostenerlo, lanciando perfino pacchetti di banconote nel cortile di casa sua. Dopo la sua “scomparsa”, la polizia lo ha confinato agli arresti domiciliari e a non parlare con i media. Ai ha sempre mantenuto il contatto con i suoi sostenitori via internet e via webcam, finché le autorità non le hanno eliminate. Ad Ai è proibito lasciare il Paese.

Fonte: Asia News, 27 settembre 2012

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