Veloce verdetto per Gu Kailai il 20 agosto. Si prepara il Congresso del Partito comunista

Il verdetto del “processo del secolo”, quello contro Gu Kailai, moglie di Bo Xilai (v.foto), l’ex potentissimo capo di Chongqing, verrà emanato il prossimo 20 agosto. Gu Kailai è stata processata in poche ore lo scorso 9 agosto per aver avvelenato il faccendiere Neil Heywood, aiutata dal suo domestico Zhang Xiaojun. Entrambi rischiano la pena di morte. Un portavoce della corte ha spiegato che Gu Kailai ha confessato l’assassinio, ma ha anche sottolineato di averlo fatto perché preoccupata che Heywood potesse colpire la vita di suo figlio. Analisti pensano che per questa attenuante la donna potrà scampare alla pena di morte, che potrà essere differita di anni e poi trasformata in pena detentiva. Nel processo non è mai stato pronunciato il nome di Bo Xilai, il marito di Gu, che con Heywood aveva costruito un impero commerciale e finanziario per tutta la famiglia con basi in Cina, Hong Kong, e Caraibi. Ma Bo è stato dimesso dalla carica di segretario del Partito a Chongqing lo scorso marzo e pare sia indagato per generiche “violazioni alla disciplina del Partito”. Secondo alcuni giovani di Pechino, la leadership del Partito è riuscita a guidare il processo e a ridurre le accuse al solo assassinio del faccendiere – ammazzato proprio perché voleva rivelare al pubblico l’impero economico dei Bo – senza aprire alcuna questione sulla corruzione di Bo Xilai o di altri membri del Partito. In ottobre si dovrebbe celebrare il 18mo Congresso del Partito comunista cinese e la leadership ha bisogno di non macchiare ulteriormente la sua immagine con accuse di corruzione e di tradimento degli ideali comunisti. Intanto, nella capitale sono cominciati i preparativi per il Congresso, che radunerà circa 2mila delegati da tutto il Paese. In programma vi è il cambio della leadership, che dovrebbe passare la presidenza e il premierato da Hu Jintao e Wen Jiabao a Xi Jinping e Li Keqiang. Vi dovrebbe essere anche un rimescolamento del gruppo del Comitato permanente del Politburo, vera cupola del potere, composta da nove persone. Di queste, cinque si dimetteranno per raggiunti limiti di età. Bo Xilai, prima della sua caduta, era uno dei possibili candidati. La delicata situazione del trapasso di potere e l’astio della popolazione verso il Partito stanno accrescendo gli strumenti per la sicurezza nella capitale. Almeno 27mila fra soldati, poliziotti, guardie armate saranno dispiegate ogni giorni per assicurare lo svolgimento del Congresso. Due giorni fa Fu Zhenghua, capo della polizia, ha spiegato alla stampa che “la polizia di Pechino deve adottare una linea da pugno di ferro per assicurare la disciplina della forza”.

Fonte. Asia News, 17 agosto 2012

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