Usa-Cina, summit su dollaro e diritti

Il presidente cinese Hu Jintao è atterrato alla base di Andrews vicino a Washington per un’attesissima visita di Stato nella quale affronterà con Barack Obama i dossier più scottanti, economici e in materia di diritti umani. Hu, accolto dal vicepresidente Joe Biden, andrà alla Casa Bianca da Obama che lo ospiterà per una rara cena privata. La visita ufficiale, in cui ad Hu saranno tributati i massimi onori, inizierà formalmente domani ma già stasera i due leader avranno modo di confrontarsi in un clima più informale. Com’è noto, dopo un difficile 2010, gli argomenti di dissenso tra Washington e Pechino sono numerosi e c’è la convinzione da una parte come dall’altra che le principali questioni non potranno essere risolte in queste ore. Da qui l’importanza di creare un clima tra i due capi di Stato, consapevoli che le due potenze non possono fare a meno l’una dell’altra. Due esempi: la Cina controlla gran parte del debito estero Usa, e gli Stati Uniti sono il primo mercato per l’export cinese. Gli incontri di queste ore vengono considerati fondamentali dagli osservatori americani, alcuni dei quali non esitano a fare il parallelo con il viaggio di Richard Nixon in China nel 1972, che ha sancito la normalizzazione delle relazioni tra Washington e Pechino. Tra i temi caldi, oltre alle ben note divergenze sul valore dello yuan (sulle quali è tornato oggi il portavoce di Obama Robert Gibbs, affermando che «può essere fatto di più» per aumentare il valore della valuta cinese), le ricette per il rilancio economico, la libertà su Internet e il rispetto dei diritti umani, c’è anche la questione tibetana e quella del nucleare della Corea del Nord, una economia che dipende quasi esclusivamente dalla Cina. Per non parlare del tentativo di Pechino di controllare il Pacifico del sud-est tradizionalmente pattugliato dagli Usa, dei limiti all’export di metalli rari indispensabili per le nuove tecnologie, o l’irritazione cinese per le vendite d’armi a Taiwan, per 6 miliardi di dollari. Gibbs ha precisato che in una riunione tra uomini d’affari dei due paesi si parlerà di scambi, valuta e proprietà intellettuale. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha affermato che “apertura e trasparenza” sono due elementi essenziali per stabilire una relazione di fiducia tra Stati Uniti e Cina. “La fiducia strategica passa prima per l’apertura e la trasparenza”, ha spiegato Clinton in un’intervista alla televisione cinese CCTV, nel primo giorno di visita ufficiale negli Stati Uniti del presidente cinese Hu Jintao. “Vogliamo avviare un dialogo aperto con la ricerca di un terreno di intesa e poi appianare i punti di disaccordo”, ha aggiunto il capo della diplomazia americana. “Sappiamo bene che da entrambe le parti vi sono posizioni molto nette: Ma noi auspichiamao che nulla interferisca sulla nostra volontà di continuare a discutere e ricercare un terreno d’intesa”, ha continuato Clinton. Il segretario di Stato Usa si era impegnato ad affrontare la questione dei diritti dell’uomo durante la visita del leader cinese. Hillary Clinton aveva chiesto alla Cina di liberare i prigionieri politici come il dissidente e Premio Nobel, Liu Xiaobo. Oltre ai diritti dell’uomo sono numerosi i punti di attrito fra Pechino e Washington, in particolare il corso dello yuan, la questione tibetana, le rivendicazioni marittime di Pechino, le restrizioni all’esportazione di terre rare e la vendita di armi americane a Taiwan.

Fonte: La Stampa.it, 19 gennaio 2011

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.