Uomo tibetano muore dopo anni di torture in carcere

L’anziano che ha subito abusi per più di 16 anni dai suoi carcerieri cinesi è morto dopo essere stato costretto a letto e incapace di camminare fin dal suo rilascio.

Gyaye Phuntsok (85), è morto il 21 marzo, quasi due decenni dopo aver subito percosse invalidanti e torture in carcere.

“Era da tempo maltrattato in carcere,” afferma a RFA, Yeshe Tenzin, citando fonti di Chabcha (in cinese, Gonghe) nella contea della provincia di Qinghai, dove era stato tenuto Phuntsok.

“E’ stato torturato, lasciandolo incapace di stare in piedi a causa delle gravi lesioni alle gambe insieme a molte altre ferite sul suo corpo”, ha detto Tenzin. Phuntsok era stato costretto a letto dal suo rilascio nel 2000, dopo aver scontato una pena detentiva di due anni.

“Aveva sofferto per lungo tempo da gravi problemi di salute”, ha detto Tenzin. “La sua condizione è peggiorata, ed è morto in casa.”

Tutto era iniziato dopo un viaggio in India nel 1992 per incontrare il leader spirituale in esilio del Dalai Lama, Tenzin ha detto.

“Dopo il ritorno a casa, ha costruito un tempio su un’isola nel Qinghai Lake, ma è stato in seguito arrestato dopo che la polizia ha sequestrato le scritture religiose che aveva portato dall’India, insieme a messaggi personali scritti a lui da Sua Santità il Dalai Lama”.

Phuntsok è stato poi condannato nel 1998 per un periodo di due anni in prigione, dove le torture subite lo hanno reso incapace di stare in piedi.


Fonte: Radio Free Asia, 27 mar 16

English article: Bedridden For Years After Torture in Jail, Tibetan Man Dies at 85

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