Un volumetto della Scuola “Anna Frank” di Pollenza in onore di Padre Matteo Ricci

In occasione delle passate feste natalizie, i bambini della scuola “A. Frank” di Pollenza, avevano voluto esprimere al vescovo di Macerata, Mons. Giuliodori, la loro gratitudine per aver dato nuovo impulso alla causa di canonizzazione dell´illustre gesuita maceratese Padre Matteo Ricci.
I bambini delle classi IVA e IVB, VA e VB, avendo studiato approfonditamente la figura e l´opera di Padre Matteo Ricci per partecipare al progetto della Provincia, sono rimasti affascinati dalla vita avventurosa, ma anche dalla santità di questo straordinario personaggio della nostra terra.

Stupiti del fatto che dopo tanti secoli, egli, non sia ancora stato dichiarato santo, i bambini hanno pensato di apportare un loro piccolo contributo a tale causa di canonizzazione. Con molto impegno, essi hanno realizzato un fascicolo che raccoglie disegni e poesie-preghiere rivolte a Padre Matteo Ricci.

Il fascicolo è stato ideato dall´insegnante Elisabetta Nardi e realizzato in collaborazione con gli insegnanti: Maria Teresa Pasquali, Rosina Gianfelici, Paola Salvucci e Sonia Ognibene per le classi IVA e IVB e con Alessandro Rinaldi, Paola Ceci, Laura Cannara, Gigliola Andreani per le classi VA e VB.

In copertina è rappresentato Padre Matteo Ricci, raffigurato come un santo, che punta il dito sul nome di sua Eccellenza Reverendissima, Mons. Claudio Giuliodori, come ad indicare colui che dovrà condurlo agli onori degli altari. Nel retro del fascicolo è invece rappresentata una porta di ingresso alla città di Pechino, è la porta che Padre Matteo è riuscito ad aprire alla religione cattolica. Tutti i testi e i disegni hanno qualcosa di rosso, colore portafortuna in Cina.

All´interno si trova una biografia di Padre Matteo Ricci, scritta da un bambino per i bambini che vogliono avvicinarsi alla conoscenza di questo complesso personaggio. Sono stati inseriti, inoltre, i disegni che mostrano come Padre Matteo Ricci sia stato l´uomo che ha fatto da ponte tra due culture complesse e differenti e le preghiere che i bambini hanno scritto per onorare Padre Matteo Ricci come un santo, rendendolo quindi vicino ai loro bisogni concreti, ai loro desideri e alle loro aspettative.

Il volumetto, presenta anche una prefazione del padre gesuita prof. Giuseppe Bortone, che, oltre ad aver apprezzato l´iniziativa dei bambini e il lavoro di equipe svolto dagli insegnanti, definisce i disegni “interessanti sia per la struttura artistica, sia per il rapporto con le varie realtà cinesi”.

Padre Bortone ringrazia, inoltre, Mons. Giuliodori “per la ripresa della causa di canonizzazione dell´illustre gesuita maceratese” che definisce “un grande dono alla Compagnia di Gesù”. Il giorno 12 dicembre, i bambini hanno avuto il piacere di consegnare direttamente nelle mani di sua Eccellenza Mons. Claudio Giuliodori, il loro libro di preghiere dedicate a Padre Matteo Ricci. Alla cerimonia erano presenti, oltre alla dirigente dottoressa Nazzarena Lambertucci, il sindaco dott.ssa Sabrina Ricciardi, il parroco Don Roberto Angelucci, i rappresentati dei genitori delle classi interessate e il personale scolastico: docenti e ATA.

Mons. Giuliodori è stato salutato dalla dirigente dell´Istituto comprensivo “V. Monti” a nome dei bambini e di tutto il personale della scuola “A. Frank”. I bambini, per introdurre Sua eccellenza nella misteriosa atmosfera orientale, che ai suoi tempi deve aver catturato Padre Matteo Ricci, hanno eseguito il brano del musicista David Birn, tratto dalla colonna sonora del film di Bernardo Bertolucci “L´ultimo Imperatore”. Sono stati letti al Vescovo i saluti degli insegnanti, la lettera-prefazione di Padre Giuseppe Bortone e alcune poesie-preghiere dei bambini.

Mons. Giuliodori ha apprezzato grandemente l´opera, perché per la prima volta è stato preso in considerazione Padre Matteo Ricci per la sua santità, prima che per le sue qualità di studioso, letterato, astronomo ed etnologo. Il volumetto dei bambini, ha detto il vescovo, sarà inviato a Roma alla “Congregazione per le cause dei santi” come documento utile per la causa di canonizzazione.

Prefazione al volume “Preghiere a Padre Matteo” Ricci s.j.”
(del Prof. P. Giuseppe Bortone s.j.)

Questa ripresa, da parte della Diocesi di Macerata, nella persona di Mons. Claudio Giuliodori, della causa di canonizzazione di Padre Matteo Ricci s.j, prima di tutto, un grande dono alla Compagnia di Gesù. Sono contento che i maceratesi abbiano capito la grandezza di questo loro figlio, vero tramite tra la cultura cinese e la cultura europea.

Va rilevato che il governo comunista cinese ha sentito il bisogno di restaurare, in nome della cultura, la tomba del grande figlio di Macerata, che era stata distrutta da una granata durante la guerra dei boxers.

Va giustamente rilevato che Matteo Ricci è una reale concretizzazione dell’armonia tra cultura e fede, tra scienza e fede, elementi di grande attualità nella nostra società. Il libretto, realizzato dalla scuola Primaria “Anna Frank”, mi ha colpito in senso positivo: innanzitutto la collaborazione tra insegnanti e alunni delle varie classi, collaborazione che ha creato un interessante volumetto, sia sul piano religioso-letterario, testimoniato dalle varie poesie-preghiere, sia sul piano artistico e grafico.

Su quest’ultimo piano vanno rilevati i disegni, interessanti sia per la struttura artistica, sia per il rapporto con le varie realtà cinesi, per cui Matteo Ricci ha lavorato. Mi è piaciuto molto il disegno della “Porta di Pechino”, che chiude il volumetto, e il raffronto tra il Colosseo e la Grande Muraglia, uniti dalla figura centrale dell’insigne etnologo.

Uguale rilievo va dato al disegno di copertina, in cui Matteo Ricci, con visibile compiacenza, indica il vescovo Mons. Giuliodori, che ha avuto il coraggio di riprendere, dopo alcuni secoli, il processo di beatificazione.

Tra le preghiere mi Sembra giusto sottolineare quella di un alunno di quinta, dove si evidenzia la capacità del Ricci di introdurre il cristianesimo nella grande cultura cinese e nello stesso palazzo imperiale.

Non nascondo che sono un “tifoso” di Matteo Ricci, e ringrazio di cuore la Diocesi di Macerata per questa splendida iniziativa. Sono certo che Matteo Ricci ne felice e benedice tutti coloro che hanno collaborato a questo progetto: mi auguro che ascolti in modo particolare le richieste dei bambini.

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dal personale didattico dell’Istituto Comprensivo “V.Monti” a Sua Ecc. Rev.ma Mons. Claudio Giuliodori.

Questo piccolo fascicolo su Padre Matteo Ricci che i bambini le donano, nasce dall’approfondimento sulla figura e l’opera del gesuita maceratese, effettuato dalle classi IVA e IVB, VA e VB. Il fascicolo è stato ideato dall’insegnante Elisabetta Nardi e realizzato in collaborazione con gli insegnanti: Maria Teresa Pasquali, Rosina Gianfelici, Paola Salvucci e Sonia Ognibene per le classi IVA e IVB e con Alessandro Rinaldi, Paola Ceci, Laura Cannara, Gigliola Andreani per le classi VA e VB.

Noi insegnanti abbiamo aderito al concorso della Provincia, perché il grande gesuita maceratese ha un forte legame con il nostro paese, in quanto a Pollenza è vissuto l’ultimo discendente della famiglia Ricci. I bambini, rimasti particolarmente colpiti da questa straordinaria figura di missionario e dal fatto che dopo tanti anni la causa di beatificazione non sia ancora giunta a conclusione, vogliono apportare un loro piccolo contributo a tale causa.

Come può osservare in copertina rappresentato Padre Matteo Ricci, raffigurato come un santo, che punta il dito sul nome di sua Eccellenza Reverendissima, come ad indicare che dovrà essere lei, a condurlo agli onori degli altari. Nel retro del fascicolo è invece rappresentata una porta di ingresso alla città di Pechino, è la porta che Padre Matteo è riuscito ad aprire alla religione cattolica.

Tutti i testi e i disegni hanno qualcosa di rosso, colore portafortuna in Cina. All’interno trova una biografia di Padre Matteo Ricci, scritta da un bambino per i bambini che vogliono avvicinarsi alla conoscenza di questo complesso personaggio. Sono stati inseriti, inoltre, i disegni che mostrano come Padre Matteo Ricci sia stato l’uomo che ha fatto da ponte tra due culture complesse e differenti e le preghiere che i bambini hanno scritto per onorare Padre Matteo Ricci come un santo, rendendolo quindi vicino ai loro bisogni concreti, ai loro desideri e alle loro aspettative.

Noi insegnanti, la dirigente dell’Istituto Comprensivo “V.Monti” dott.ssa Nazzarena Lambertucci e i bambini delle classi IVA e IVB, VA e VB la ringraziamo per aver accolto favorevolmente I’ invito a venire personalmente nella nostra scuola. Essendo in prossimità delle feste natalizie, cogliamo l’occasione per augurarle i nostri più fervidi auguri e ringraziamenti.
Gli insegnanti

“Se Padre Matteo Ricci non fosse andato in Cina…” (di Giacomo)

Il 6 ottobre 1552 nasce Padre Matteo Ricci, a Macerata. I suoi genitori lo mandano a studiare presso la scuola dei gesuiti dove imparerà a utilizzare la tecnica mnemonica che gli permetterà di ricordarsi interi libri a memoria. Dopo qualche anno va all´Università La Sapienza di Roma. Il padre vuole che Matteo trovi lavoro presso qualche pubblica amministrazione.

Padre Matteo Ricci sente dentro di sé la chiamata di Dio e annuncia al padre che non vuole proseguire gli studi. Diventa gesuita e Padre Everardo Mercuriano chiama alcuni gesuiti per la missione in Cina tra cui Matteo. Non ci sarebbe mai andato in Cina se non avesse amato Dio. Il viaggio dura molto, ed è molto pericoloso; fanno naufragio ma con l´aiuto di Dio, si salvano.

Lui è molto coraggioso ad affrontare tutti quei pericoli durante il viaggio e a me le persone coraggiose piacciono molto; vorrei essere come loro. Finalmente arriva in Cina. Lui ama i Cinesi come se fossero della sua patria. Porta il primo mappamondo all´Imperatore che gli sembra molto interessante.

A Zhaoqing costruisce la prima residenza, ma si sbaglia perché la fa in modo occidentale e viene cacciato perché essa piaceva molto al viceré. Si veste da bonzo con il vestito grigio, barba rasata e capelli rasati e i Cinesi lo considerano un mendicante. Si fa chiamare “Li Ma Dou”, che in italiano significa il suo nome.

In seguito se ne va a Shaozhou dove costruisce la seconda residenza e la seconda chiesa. Poi si sposta a Nanchang dove si fa chiamare “Xitai”, ossia “Maestro dell´Estremo Occidente”, e si veste da letterato. A Nanchang costruisce la terza residenza e la terza chiesa. Dopo Nanchang va a Nanchino e qui costruisce la quarta residenza e la quarta chiesa.

Nel 1601 arriva a Pechino. Regala all´Imperatore un clavicembalo, dei dipinti della Madonna, due orologi, un prisma, degli atlanti, delle croci… Una delle cose che piace all´Imperatore è l´orologio. Padre Matteo Ricci vuole entrare nella città proibita e allora usa un trucco con l´orologio: dopo una settimana non suona più e quindi deve entrarci per riattivarlo. E´ proprio intelligente!

Lui spera sempre di ritornare a Macerata, invece muore a Pechino nel 1610, con una morte da santo. Non era mai stato seppellito uno straniero a Pechino, ma a lui fu concesso perché i Cinesi avevano capito che era stato un uomo molto importante per loro.

Se Padre Matteo Ricci non fosse andato in Cina, i Cinesi non avrebbero potuto mai sapere che cosa erano tutti quegli oggetti regalati da Matteo e la religione cristiana non sarebbe arrivata in Cina.

Mons. Claudio Giulidori Padre Matteo Ricci
Tempio dell’Oca a Pechino Tomba di Padre Matteo Ricci

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.