Un’altra diga sullo Yangtze farà estinguere altri pesci e delfini

Una nuova diga nell’alto corso dello Yangtze, rischia di far morire 180 specie di pesci e mammiferi (fra cui il delfino senza pinne), già messi a dura prova dalla diga delle tre Gole. Nonostante la dura opposizione di molti gruppi di ecologisti, il consiglio di Stato ha dato il permesso per la nuova diga di Xiaonanhai, a 700 km a monte della diga delle Tre Gole. Il progetto è voluto dalle autorità di Chongqing e in particolare dal capo locale del partito, Bo Xilai, che si sta facendo un nome diffondendo il revival del maoismo. Per gli ecologisti il progetto è l’ennesimo esempio di come la cura dell’ambiente in Cina è sottomesso agli interessi della politica e all’avidità per la crescita economica. La nuova diga dovrebbe restringere di altri 100 km la riserva ittica costruita sul fiume Yangtze a difesa delle diverse specie di pesci, messe a rischio dalla diga delle Tre Gole negli anni ’90. La riserva doveva essere lunga 500 km, poi ridotta a 350. L’ulteriore accorciamento renderà quasi impossibile la cova delle uova. Fra le specie a rischio di estinzione vi sono lo storione cinese, il pesce sciabola e un mammifero già raro, il delfino senza pinne. La diga di Xiaonanhai, a circa 30 km da Chongqing, costerà circa 23,9 miliardi di yuan (2,9 miliardi di euro) e dovrebbe produrre 1750 megawatt di elettricità. Ma gli stessi costruttori delle Tre Gole dubitano sulla sua capacità produttiva. Nonostante le critiche degli ecologisti, la Cina ha già deciso che nei prossimi 10 anni costruirà molte dighe che entro il 2015 dovrebbero produrre fino a 300 mila megawatt.

Fonte: Asia News, 29 dicembre 2011

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