Ue, in aumento sequestri merce contraffatta, +15% nel 2015. Al primo posto la Cina

Il rapporto comunitario riguarda la tutela dei diritti di proprieta’ intellettuale nella Ue nel quale sono indicate precisamente le le categorie di merci sequestrate, i paesi di origine, i diritti di proprieta’ intellettuale violati e le modalita’ di trasporto utilizzate.

“L’attivita’ criminale che inonda il nostro mercato interno di prodotti falsi e illegali non accenna a diminuire, la Commissione continuera’ a collaborare con le autorita’ doganali, i partner internazionali e l’industria per garantire un alto livello di tutela dei diritti di proprieta’ intellettuale”, ha dichiarato Pierre Moscovici, commissario per gli affari economici e finanziari, la fiscalita’ e le dogane

Le sigarette continuano a guidare la classifica degli articoli piu’ sequestrati (27%), mentre i prodotti di uso quotidiano potenzialmente pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori, come alimenti e bevande, prodotti per l’igiene personale, farmaci, giocattoli ed elettrodomestici, rappresentano nel complesso il 25,8% del totale.

Il principale paese d’origine dei prodotti contraffatti e’ sempre la Cina (41%), seguita da Montenegro, Hong Kong, Malaysia e Benin

Il Benin e’ il paese d’origine di gran parte dei prodotti alimentari contraffatti, il Messico e’ la principale fonte di bevande alcoliche, il Marocco di altre bevande. La Malaysia e’ in testa nei prodotti per l’igiene personale, la Turchia nei capi di abbigliamento, Hong Kong nei telefoni cellulari e relativi accessori, schede di memoria, attrezzature informatiche, Cd, Dvd e accendini. Le sigarette provengono soprattutto dal Montenegro, i farmaci dall’India. Oltre il 91% dei sequestri ha dato luogo alla distruzione delle merci o all’avvio di un procedimento giudiziario per determinare l’eventuale coinvolgimento del titolare del marchio contraffatto nella violazione

La relazione comunitaria si basa sui dati trasmessi dalle amministrazioni doganali degli Stati membri. Le 28 amministrazioni doganali dell’Unione europea, ha spiegato oggi Bruxellesm, “devono agire come se costituissero un’unica entita’, garantendo nel contempo l’agevolazione degli scambi e la tutela della sicurezza e della salute di tutti i cittadini Ue”. Nel 2015, gli scambi commerciali nella Ue hanno rappresentato quasi il 15% del totale mondiale, per un valore di 3.500 miliardi di euro.

Il Sole 24 Ore , Borsa Italiana, 23/09/2016

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