Twitter cinese offline per due ore, traffico reindirizzato al software anti-censura

Joshua Philipp, Epoch Times, 23.01.2014

Weibo, un ibrido tra Facebook e Twitter, entrambi bloccati in Cina, uno dei siti web più popolari della Cina con oltre 500 milioni di utenti, lunedì 20 gennaio è rimasto offline per due ore. Il traffico veniva reindirizzato al server gestito da Freegate, un software bloccato in Cina che consente agli utenti di raggirare la censura internet imposta dal regime.

Martedì pomeriggio, Weibo era di nuovo online. L’episodio è diventato l’argomento di discussione principale sul social media stesso con 269.068 utenti cinesi che ne parlavano. L’utente ITHome, ha scritto in cinese: «Che Ip è questo 65.49.2.178? Di sicuro passerà alla storia».

L’indirizzo Ip o Internet Protocol al quale l’utente si riferiva, è uno dei ‘canali’ forniti da Freegate i quali permettono agli utenti cinesi di poggiare su di essi le loro connessioni e accedere quindi a siti web altrimenti bloccati in Cina.

Nessuno è abbastanza sicuro di ciò che sia successo esattamente. Perfino Bill Xia, presidente della Dynamic Internet Technology ‒ la società che produce Freegate ‒ sta ancora cercando di analizzare l’accaduto.

«Abbiamo pensato fosse un attacco – ha affermato Xia – Dal nostro punto di vista, abbiamo osservato un anomalo ed eccessivo traffico verso uno dei nostri indirizzi Ip».

L’incidente ha fatto sì che ogni secondo centinaia di migliaia di utenti accedessero a uno specifico indirizzo Internet Protocol (Ip) di Freegate, rischiando di far cadere il server di Freegate. Xia ha riferito che per tenere online Freegate, hanno dovuto trattare l’aumento del traffico come un attacco, lasciando cadere tutto il traffico.

Xia ha detto di star ancora analizzando l’attacco, ma crede si tratti di un errore da parte delle autorità cinesi che gestiscono il sistema per la censura di internet in Cina.

Freegate è un software gratuito che le persone possono utilizzare per sfondare il blocco in internet. Xia l’ha creato per aiutare il popolo cinese a raggirare il blocco in internet in Cina, ma viene utilizzato anche da persone di tutto il mondo. Freegate, come il suo prodotto gemello chiamato Ultrasurf, è stato utilizzato in posti come l’Iran, l’Egitto e la Birmania, per eludere la censura dei regimi repressivi.

Xia ha spiegato che le autorità cinesi «possiedono sistemi per bloccare i siti web e per cercare di bloccare i software come Freegate». Lui crede che il recente attacco sia stato effettuato con una tecnologia che il regime utilizza per l’hijacking o il dirottamento dei Dns, in altre parole: «quando la gente visita molti siti web, loro semplicemente ti reindirizzeranno all’Ip sbagliato».

Il Dns è come una rubrica internet e l’indirizzo Ip di un sito web e il nome di dominio sono ad essa collegati. Quando si digita un nome di dominio (come epochtimes.it), si viene indirizzati a un server Dns che trova l’indirizzo Ip del dominio e ti invia al sito web.

Cambiando l’indirizzo Ip di destinazione di un sito web a livello di Dns, le autorità cinesi sono in grado di bloccare il traffico al sito web in questione dirigendo i visitatori da qualche altra parte.

Xia ha riferito che il recente incidente ha un’impronta familiare.

Ha studiato un incidente simile nel 2002, che il suo team ha identificato come un caso di dirottamento Dns. La gente di Hong Kong che cercava di visitare Weibo è stata reindirizzata a FalunDafa.org, un sito web dove le persone possono leggere gli insegnamenti e imparare gli esercizi del Falun Gong.

Il Falun Gong, detto anche Falun Dafa, è un’antica disciplina meditativa cinese basata sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza. È stata messa al bando dalle autorità cinesi nel 1999 quando, secondo le stime, cento milioni di cinesi la praticavano, più dei membri del Partito Comunista Cinese.

Xia ha detto che l’attacco del 2002 è stato effettuato a livello di gateway tramite la tecnologia per il dirottamento Dns. «Solo il Governo cinese ha l’autorità amministrativa e la capacità tecnica per eseguire questo genere di cose in un tempo prolungato».

Nonostante le ricerche e l’aver avuto già a che fare con un attacco simile, Xia ritiene che sia l’attacco del 2002 sia quello avvenuto di recente, siano stati degli errori da parte delle autorità cinesi.

«La nostra ipotesi è che si siano confusi nuovamente – ha dichiarato – Ciò [che hanno fatto, ndt] non è di nessuna utilità per loro, quindi suppongo ci sia stato un errore nelle loro operazioni».

Ha riferito inoltre di non credere al fatto che le autorità cinesi stavano cercando di bloccare Weibo. Ritiene che anche altri siti web siano stati influenzati e Weibo, che sta diventando sempre più popolare, è stato anche lui coinvolto nell’attacco.

«Oppure potrebbe essere un errore – ha aggiunto – Forse volevano digitare un altro Ip».

Ha poi concluso: «Forse il nostro Ip è semplicemente sempre nelle loro menti».

Articolo in inglese: Weibo Goes Down in China, Traffic Redirected to Freedom Software

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