TRUMP: Il rapporto Usa-Cina e Usa-Corea del Nord

Quella di Donald Trump per la Cina è una vera e propria fobia commerciale e lo dimostra inequivocabilmente il numero di volte in cui pronuncia la parola “Cina” in ogni suo discorso, fornendo decine di minuti di materiale per video divenuti virali su YouTube. L’adagio è stato sintetizzato in un discorso del 28 giugno 2016: “L’ingresso della Cina nell’Organizzazione Mondiale del Commercio ha portato al più grande furto di posti di lavoro della storia”.

Per Trump la Cina è uno dei principali nemici degli Stati Uniti, sopratutto quando in ballo c’è appunto il commercio e l’economia: la Cina che gioca sporco nella borsa valori e valutaria, la Cina che scatena attacchi hacker continui contro gli Stati Uniti, la Cina che si è garantita accordi commerciali vantaggiosi con tutti e dannosi per gli USA, la Cina come panacea di tutti i mali per la ripresa economica globale e, sopratutto, americana. Ragion per cui il repubblicano ha sempre minacciato un’indagine internazionale sulla Cina per le sue pratiche commerciali, in particolare sui sussidi governativi ai trader cinesi.

Trump, che sarà anche il prossimo Comandante in Capo delle truppe statunitensi, ha più volte detto di voler incrementare la presenza americana nel tratto di mare più affollato di navi da guerra del mondo, il Mar Cinese Meridionale, sul quale la Cina avanza da decenni rivendicazioni territoriali sia sulle acque che su alcune isole. L’obiettivo dichiarato è la deterrenza militare ma il rischio di un’escalation potrebbe essere molto concreto. In generale i rapporti con diversi Paesi asiatici verrebbero rivisti: sarà interessante, ad esempio, osservare il nuovo corso dei rapporti tra USA e le Filippine, dove il neo-presidente Rodrigo Duterte (chiamato “il Trump asiatico”) ha detto di volere fuori dal proprio paese i militari stranieri, sopratutto americani. Le Filippine tuttavia giocano un ruolo fondamentale proprio nell’ottica di deterrenza sulle mire espansionistiche della Cina sul Mar Cinese Meridionale. Un altro capitolo interessante riguarda il Trans-Pacific Partnership, un accordo commerciale sulla falsariga del TTIP che comprende Stati Uniti, Giappone e altri 10 paesi e che Trump ha sempre dichiarato di voler fermare.

Nei rapporti con la Corea del Nord invece Trump ha gettato veleno su tutta la linea sull’”impotenza del Presidente Obama” nei confronti del regime di Pyongyang. Trump ha detto di voler fare pressioni sulla Cina affinchè si riduca e si fermi lo sviluppo di armi nucleari da parte dei nordcoreani, ha definito Kim Jong-Un “un maniaco” ma ha anche dichiarato più volte di voler ritirare le truppe americane dalla Corea del Sud, cosa certamente gradita al Nord. Inoltre, come ricorda il Wall Street Journal, la propaganda del regime nordcoreano ha definito Donald Trump “un politico saggio” e sarà interessante osservare se e come cambieranno i rapporti tra l’amministrazione USA e il regime asiatico.

International Business Times, 09/11/2016

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