Trapianto d’organi in Cina, le nuove normative lasciano ancora molti dubbi

Matthew Robertson,The Epoch Times, 19.09.2013

Nuove normative: questo l’ultimo tentativo da parte delle autorità cinesi di dare una parvenza di credibilità alla loro industria di trapianto d’organi. Ma le norme da tempo previste riguardo a come gli organi debbano essere reperiti e ripartiti, rese pubbliche il primo settembre, non rispondono ancora ad alcune semplici domande.

Non spiegano, per esempio, se gli organi di prigionieri giustiziati saranno inclusi nelregistro di organi che le autorità dicono di star creando.
Solamente nel 2008 Huang Jiefu, l’allora vice ministro cinese della Salute, ha riconosciuto pubblicamente e per iscritto che il sistema di trapianto cinese ha fatto affidamento (per un valore pari al 90 per cento) su organi ottenuti da prigionieri giustiziati.

(Nella foto: Alcuni attivisti cinesi fotografati durante una protesta del 19 aprile 2006 a Washington mentre mettono in scena l’atto illegale di pagare per organi umani. Le autorità cinesi stanno cercando di rendere più credibile il loro sistema di trapianto di organi, ma le domande chiave rimangono senza risposta.)

Questo è accaduto due anni dopo la pubblicazione dei resoconti secondo cui i prigionieri di coscienza, per lo più praticanti del Falun Gong, un gruppo spirituale perseguitato, sono stati oggetto del diffuso espianto forzato d’organi.

È inoltre accaduto dopo circa un decennio di testimonianze credibili secondo le quali il sistema cinese ha ampiamente utilizzato i condannati a morte. Per molti anni le autorità cinesi hanno semplicemente detto che tutti gli organi ottenuti in Cina provengono da donazioni volontarie e hanno attaccato tutti coloro che hanno suggerito il contrario.

Ora le autorità hanno ammesso di aver effettivamente preso organi dai prigionieri e senza il loro consenso, nonostante non abbiano mai ammesso l’utilizzo dell’espianto forzato sui praticanti del Falun Gong.

Quest’anno i funzionari medici cinesi hanno detto di voler «eliminare gradualmente la dipendenza da organi di prigionieri giustiziati», piuttosto che promettere di cessare immediatamente questa operazione, come dovrebbe essere per rispettare l’etica medica internazionale.

I prigionieri giustiziati saranno parte del sistema di registrazione di organi? Non è chiaro. L’Articolo II del regolamento afferma che si applica a tutti i «cittadini». Contano i prigionieri?

Il South China Morning Post cita un chirurgo anonimo dicendo che gli organi prelevati da prigionieri sarebbero entrati nel sistema di assegnazione elettronica. Ma il China Daily, un media portavoce dello Stato, dice che solo gli organi della «popolazione media» verranno registrati.

Se il nuovo sistema, denominato China Organ Transplant Response System (Cotrs) [Sistema di Risposta ai Trapianti d’Organi della Cina, ndt], includesse prigionieri giustiziati, sarebbe una questione molto semplice utilizzare gli organi dei detenuti del Falun Gong rappresentandoli come condannati a morte.

La frode della registrazione di donazione d’organi negli ospedali è stata riportata dai media cinesi e le istituzioni ufficiali in Cina vengono viste come carenti di rettitudine ecredibilità. In particolare, l’apparato di sicurezza e il complesso medico-militare, che sono stati pesantemente coinvolti nel prelievo di organi, sono notoriamente reticenti.

Inoltre la normativa non fornisce una reale trasparenza del processo di assegnazione. L’idea che la fonte di organi possa essere verificata è un fondamento per la fiducia su cui si basa per esempio il sistema di donazione di organi statunitense.

La verifica delle fonti è inoltre una condizione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Società dei Trapianti—entrambi gruppi internazionali per la salute che stanno tentando di lavorare con il regime cinese sul suo sistema di trapianto d’organi—richiedono dai Paesi. Hanno comunque mostrato poca decisione nello sfidare le autorità cinesi sulle loro attività.

Se gli organi venissero ancora «raccolti e ripartiti in segreto», come ha detto il ricercatore indipendente Arne Schwarz, vorrebbe dire che nessuna delle promesse fatte dalle autorità potrebbe essere verificata o ritenuta attendibile.

I Medici Contro il Prelievo forzato di Organi (Dafoh), un gruppo di difesa medica che tenta in genere di mantenere un tono riservato, ha pubblicato un comunicato stampa che mostra esasperazione per quello che è diventato un esercizio di evasione del regime cinese.
L’annuncio della Cina di eliminare gradualmente il prelievo di organi da prigionieri è ingannevole e insufficiente, come si può leggere nel titolo della dichiarazione.

Il problema principale esposto dalla Dafoh in merito alla normativa è simile ai temi articolati da Schwarz: non vi è alcuna tutela o monitoraggio esterno ed è presente un miasma di ambiguità sul fatto che gli organi acquistati in modo non etico potrebbero essere autorizzati nel nuovo sistema computerizzato.

Non riuscendo a ottenere questi due elementi, la Dafoh ha dichiarato: «Se la Cina avesse successo nell’uso di un sistema di assegnazione informatizzata d’organi, potremmo aver bisogno di chiedere a noi stessi se l’annuncio di una graduale eliminazione sia come un cavallo di Troia che mina e diluisce i nostri standard etici».

Fonte: http://www.epochtimes.it/news/trapianto-d-organi-in-cina-le-nuove-normative-lasciano-ancora-molti-dubbi—124135

English Version:
http://www.theepochtimes.com/n3/290995-chinas-new-organ-rules-leave-basic-questions-unanswered/

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