Trapianti, è guerra a mercanti d’organi: ok della commissione Senato a pene ad hoc

Un passo in avanti contro le organizzazioni criminali che sfruttano i migranti e i disperati del terzo mondo anche ai fini di uno dei traffici più odiosi e crudeli, quello di organi, è stato compiuto dalla commissione Giustizia di palazzo Madama. Con l’approvazione del ddl di riforma del codice penale vengono introdotte aggravanti specifiche per questo tipo di reato.

Il ddl, su cui è relatore Felice Casson (Pd), ha come primo firmatario Maurizio Romani (Movimento X), medico di professione, che auspica la sollecita calendarizzazione per l’aula di palazzo Madama. Fra gli aspetti di rilievo, viene anche sanzionata la pubblicità on line finalizzata al traffico di organi.

Nello specifico, viene introdotto un articolo 601 bis al codice penale, dubito dopo l’art. 601 che punisce la tratta di esseri umani.

Il reato previsto è quello di associazione finalizzata al traffico di organi destinati a trapianti e si stabilisce che salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi fa parte di associazioni finalizzate al traffico, alla vendita o alla donazione illecita di organi destinati al trapianto è punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da euro 50.000 a 300.000.

Se il fatto è commesso da persona che esercita una professione sanitaria, alla condanna consegue l’interdizione perpetua dall’esercizio della professione.
E ancora: per contrastare il fenomeno crescente del turismo dei trapianti si prevede di punire con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da euro 50.000 a 300.000 chiunque organizza o propaganda viaggi ovvero pubblicizza o diffonde, con qualsiasi mezzo, anche per via informatica o telematica, annunci finalizzati al traffico di organi.

Il disegno di legge ha infine previsto una specifica aggravante per le associazioni finalizzate al traffico di organi.

Romani si dice convinto che questo disegno di legge “possa fornire dei validi strumenti per contrastare l’azione di chi fa commercio del corpo umano. Ritengo che la donazione di un proprio organo costituisca una straordinaria manifestazione di libertà ed abbia come presupposto un supremo atto di altruismo. Da qui l’esigenza di combattere ogni pratica volta alla commercializzazione ed al favoreggiamento delle attività che circondano l’illecita cessione di parti del proprio corpo. Mi auguro quindi che il disegno di legge venga posto al più presto all’ordine del giorno dell’Assemblea del Senato”.

E all’AdnKronos il relatore al provvedimento, Felice Casson, manifesta un cauto ottimismo in merito: “Penso che approderà rapidamente in aula. Dipenderà dalle decisioni della conferenza dei capigruppo sui lavori non della settimana che si apre domani, ma di quella successiva. Certo, molto dipende dalla legge di stabilità. Tuttavia -aggiunge- va sottolineata l’importanza di questo Ddl, a lungo atteso anche in sede internazionale, e che, pur essendo suscettibile di qualche miglioramento, presenta un impianto ampiamente condivisibile, e non a caso è stato approvato praticamente all’unanimità”.

In base agli ultimi dati disponibili dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo, vengono eseguiti circa 21.000 trapianti di fegato, 66.000 trapianti di rene e 6.000 trapianti di cuore: il 5% degli organi utilizzati in questi interventi proverrebbe dal mercato nero, per un giro d’affari stimato tra 600 milioni e 1,2 miliardi di dollari. Secondo altri dati più recenti rispetto ai precedenti (che risalgono al 2007), sempre forniti dall’Oms, circa il 10% dei trapianti di rene avviene con organi frutto di traffico illegale.

Come sottolineato nella relazione al ddl, che ricorda i principi fissati nell’allegato alla Convenzione del Consiglio di Europa sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina firmata ad Oviedo il 4 aprile 1997, il traffico di organi “è una forma di tratta degli esseri umani che rappresenta una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali, in particolare della dignità dell’uomo e dell’integrità fisica.

Questo traffico costituisce settore di attività di gruppi criminali organizzati che spesso ricorrono ad abusi e violenze su persone particolarmente vulnerabili” e rappresenta inoltre “un grave rischio per la salute pubblica e mina la fiducia dei cittadini nel sistema legale dei trapianti”. Nel 2004 l’Organizzazione mondiale della sanità ha invitato gli Stati membri ad adottare misure volte a proteggere le categorie più fragili impedendo l’acquisto e la vendita di organi umani per trapianti. Ha inoltre sollecitato gli Stati a prevedere divieti per quanto riguarda tutti i tipi di pubblicità, inclusa quella elettronica, che sollecitano o spingono all’intermediazione a scopo di lucro.

E che il lucro sia di grossa entità lo si evince dalle stime che vengono fatte dagli studiosi e dalle fondazioni internazionali che si concentrano nella denuncia del fenomeno che vede soprattutto l’Africa come ‘bacino’ principale del sistema criminale che si ramifica, però, in decine di nazioni. In alcuni casi, si stima che gli acquirenti finali di un organo di un giovane adulto possano arrivare a spendere fino a 200mila. Per un’organizzazione che comprende medici, tecnici, intermediari, scafisti, sorveglianti e che, se il Ddl verrà approvato dall’aula di palazzo Madama e poi dalla Camera, avrà , almeno in Italia, più ostacoli sul suo cammino.

AdnKronos,16/11/2014

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