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Tonnellate di rifiuti abbandonati: sequestrato centro di stoccaggio cinese

Faceva capo a un orientale di 24 anni. Il centro è regolarmente iscritto alla Camera di Commercio. Bloccati due rom che gettavano i sacchi neri al ponte alle Caserane.

Discarica a San Giorgio a Colonica (Attalmi)

Prato, 15 ottobre 2015 – Finalmente sono stati beccati con le mani… nei  sacchi. Forse, si tratta di una goccia nel mare ma intanto è stato fatto un passo avanti importante. La polizia municipale, guidata dal comandante Andrea Pasquinelli, ha fermato ieri sera due rom che stavano gettando una grossa quantità di rifiuti vicino al ponte delle Caserane, in una zona buia e isolata. I due stavano gettando una ottantina di sacchi neri per un peso di circa tremila chili. Gli agenti avevano seguito i due da una ditta di smaltimento rifiuti, gestita da un orientale di 24 anni, di via Vannetti Donnini. A quel punto, sono scattati i controlli dentro il centro di stoccaggio da parte di altri agenti appostati nei dintorni.

Al lavoro c’erano due clandestini, un cinese e un nigeriano, che stavano smistando circa diecimila chili di scarti tessili: tremila erano già in un conteiner, altri tremila erano accatastati all’esterno della ditta. Le indagini sono andate avanti per diversi mesi, da quando fu scoperta una discarica alle Cascine di Tavola. Dopo quel ritrovamento, le discariche di rifiuti tessili si sono moltiplicate suscitando lo sdegno della città intera. A quel punto si è mossa la Procura e il procuratore Giuseppe Nicolosi ha affidato le indagini alsostituto procuratore Laura Canovai. Ieri gli agenti hanno fatto bingo. Tutto il materiale è stato sequestrato, mentre il titolare cinese della ditta sarà sanzionato con una multa da 2.660 a 26mila euro.

“L’attività dell’abbandono incontrollato dei rifiuti va a incidere soprattutto sul decoro urbano. Però, l’indagine è solo al punto di partenza – ha detto Nicolosi – Dobbiamo capire che cosa c’è dietro la ditta che smaltiva gli scarti tessili, è chiaro che si potrebbero ipotizzare altri reati di tipo ambientale. In questo caso si potrebbe andare a incidere sugli aspetti patrimoniali con i sequestri per equivalente”. “La ditta risulta regolarmente iscritta alla Camera di Commercio da sei mesi con autorizzazione della Provincia allo smaltimento dei rifiuti tessili – ha aggiunto Canovai – Faremo ulteriori accertamenti per capire come lavoravano e se dietro la facciata della regolarità si nascondono reati più gravi. Intanto c’è la contestazione del lavoro nero. Poi, dovremo capire se si possa risalire a un’organizzazione o un traffico di rifiuti, il caso passerebbe direttamente alla direzione distrettuale”.

Il giro d’affari dietro allo smaltimento abusivo dei rifiuti fruttava al gestore dell’azienda tra i 2 e i 2,5 euro a sacco. Considerando che in ogni sacco sono contenuti, più o meno, quaranta chili di scarti, si può ipotizzare che il gestore della ditta guadagnasse su ogni abbandono una quarantina di euro.

La Nazione.it redazione Prato,13/10/2015