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La Laogai Research Foundation chiede all’UE la sospensione dello schema di preferenze tariffarie generalizzate per le importazioni cinesi

In Italia, si sostiene, spesso,  che il basso prezzo dei prodotti cinesi aiuti le famiglie Italiane ad arrivare alla fine del mese. Invece, una delle cause principali della crisi eco nomica è proprio l’atteggiamento tollerante della Commissione Europea e dei nostri governi che hanno permesso l’invasione di prodotti cinesi in Europa. Tale posizione ha causato delocalizzazioni, bancarotta di imprese, indebitamenti dei governi, cassa integrazione e disoccupazione. In Cina, oggi, vi sono almeno 1400 laogai (www.laogai.it), i campi di concentramento, dove soffrono milioni e milioni di uomini donne e bambini, costretti al lavoro forzato fino a 18 ore al giorno a vantaggio del regime comunista cinese e di numerose imprese, cinesi e  multinazionali, che producono nel paese asiatico.  Oltre ai LAOGAI esiste anche, in Cina, una vastissima rete di “fabbriche-lager”  con paghe ridicole e lunghe ore di lavoro.  Nonostante ciò l’UE finanzia l’export cinese mediante delle agevolazioni daziarie (GSP). La Laogai Research Foundation ha quindi formalmente chiesto al Commissario Ashton ed al Commissario Ferrero Waldner di sospendere lo schema di preferenze tariffarie generalizzate (agevolazioni daziarie nei confronti dei paesi in via di sviluppo)per la Cina poichè la stessa non rispetta le Convenzioni Fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del lavoro contro il lavoro forzato e lo sfruttamento del lavoro minorile. Leggi il comunicato stampa della LRF di Washington

leggi anche

http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2009/12/la-cina-letica-e-i-nostri-interessi.pdf [1]

Scarica e leggi il comunicato stampa della LRF

comunicato stampa lrf [2]