Tigri e leoni nati deformi negli allevamenti industriali creati per la “medicina” cinese tradizionale

Nascono deformi. Malformazioni che li condannano a una vita dolorosa. Sino a quando la stessa mano che ha causato quei problemi toglie loro la vita. E’ il triste destino a cui vanno incontro leoni e tigri a causa della consanguineità che si verifica negli allevamenti “industriali” per soddisfare la sempre più diffusa “medicina” tradizionale cinese.

E’ quanto emerge dalle investigazioni pubblicate in un rapporto dalla World Animal Protection: i grandi felini sono stati trovati con anomalie ai loro musi, zampe e gambe, nonché con problemi di vista, udito e respira.

Popolazioni sempre più ricche in Cina e Vietnam stanno facendo crescere la domanda così come evidenzia il primo studio globale sulla filiera della “medicina” tradizionale cinese mettendo a nudo come la sua crescita stia causando ai grandi felini prigionieri sofferenze su vasta scala: tigri e leoni, anche migliaia di esemplari, rinchiusi in piccoli recinti come se fossero animali da allevamento tenuti in fattorie. Nati e cresciuti per essere uccisi per prelevare loro alcuni parti del corpo usate per “curare” i malanni umani, dall’artrite ai reumatismi, dal vigore sessuale alla temperatura corporea.

Secondo il rapporto della World Animal Protection (WAP) pubblicato in questi giorni la Cina detiene 5-6000 tigri in attesa di essere macellate, mentre il Sudafrica ci sono 6-8000 leoni e 280 tigri imprigionate in circa 200 strutture. In Thailandia sono almeno 1.500 le tigri in gabbia. Anche il Laos e il Vietnam allevano leoni e tigri.

I grandi felini vengono strappati alle loro madri allo stato selvatico o nascono nelle strutture di riproduzione – una tendenza in aumento poiché la domanda di prodotti per la tigre è aumentata negli ultimi anni, anche se gli stessi consumatori della medicina tradizionale cinese preferirebbe che i prodotti arrivassero da esemplari liberi in natura perché considerati più sani.

Sebbene gli esperti da tempo sostengano che la medicina tradizionale non abbia benefici comprovati, secondo i sondaggi del Wap in Vietnam quasi il 90 per cento dei consumatori di tali medicine ci crede e un quarto della popolazione utilizza prodotti derivanti da animali selvatici. In Cina due persone su cinque ha fatto uso di prodotti per la salute contenenti parti di grandi felini. A fronte di questi dati, negativi per gli animali selvatici, la ricerca rileva anche che due terzi degli intervistati in Vietnam sono disposti a provare cure alternative a base di erbe o sintetiche, e la metà di questi pone la questione “prezzo” al centro della scelta.

«Questi grandi felini sono sfruttati per avidità e denaro, per la medicina che non ha mai avuto proprietà curative. Solo per questo motivo, è inaccettabile – spiega il dott. Jan Schmidt-Burbach, consulente per la fauna selvatica -. Ma dato che in ogni fase della loro vita soffrono immensamente – questo lo rende un assoluto oltraggio.

Un prodotto venduto in Cina secondo la medicina tradizionale cinese rinforza le ossa.

Molti di questi animali vedranno il mondo solo attraverso le sbarre di metallo e non potranno mai sperimentare il loro istinto predatorio più semplice: la caccia. Questi animali sono maestosi predatori, non sono giocattoli, né sono medicinali».


Fonte: La Stampa,15/07/2019

English article, Word Animal Proctetion: Lions and tigers being farmed for bone wine and other traditional medicine 

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