Tibetano arrestato: “ Contesta Shak Rongpo Choje simpatizzante del Pcc”

Fonti riferiscono che la polizia cinese ha arrestato un residente di una contea tibetana causa le sue affermazioni dure contro una locale figura religiosa sostenuta dal regime scelta da Pechino quale tentativo di serrare ulteriormente il controllo sulle dichiarazioni tibetane di identità nazionale e culturale della regione.

Tsokye il residente arrestato è un tibetano che vive in esilio in India ed è nativo di Akchen un villaggio in Nagchu nella contea di Tarchen nella regione autonoma del Tibet (TAR), fu preso in custodia il 13 dicembre.

(Nella foto Shak Rongpo Choje)

Secondo il lama più anziano Ngawang Tharpa, insegnante religioso, del locale monastero Rongpo, residenti locali tibetani ritengono che sia stato arrestato per le sue dichiarazioni molto forti contro Shak Rongpo Choje .

Nel 1993,  è stato ufficialmente riconosciuto dal governo cinese come la reincarnazione del quinto lama Dodrupchen. Una cerimonia di incoronazione sacra e solenne si è tenuta nel Monastero Dodrupchen.

Più tardi, Long-yang Rinpoche divenne un membro del consiglio dell’Associazione Nazionale buddista della Cina, membro del consiglio dell’Associazione buddista della provincia di Qinghai, vice presidente dell’Associazione buddista della prefettura di Golok.

“Non si hanno notizie su quanto riguarda la sua condizione attuale o il luogo di detenzione.

Polizia paramilitare cinese presidia il villaggio di Tsokye.

Il PCC  individua monaci di alto rango che sono simpatizzanti e desiderano collaborare con il governo cinese, politicamente affidabili che non tentano di portare avanti la causa per l’indipendenza del Tibet. Sono accuratamente valutati e scelti da alti funzionari del regime.

Nel 2010, Lama Dawa, il leader monaco del monastero di Rongpo Monaco, è stato condannato a sette anni di prigione da una corte di accusa cinese perché egli aveva contattato il leader spirituale in esilio il Dalai Lama per avere informazioni reincarnazione precedente di Rongpo Choje.

“Locali tibetani e  monaci  si appellarono alle autorità della contea per la sua liberazione, ma le autorità non presero in considerazione gli appelli.

RadioFreeAsia,20/12/2013

English version:
http://www.rfa.org/english/news/tibet/critic-12202013173301.html

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