Tibetani del villaggio Lhatok di Chamdo torturati ferocemente per essersi opposti ad un progetto minerario

DHARAMSHALA, 14 maggio: Dopo la morte di un tibetano in segno di protesta contro le attività minerarie cinesi nella contea di Tongbar nella città di Zogang in Chamdo, sono stati arrestati almeno 30 tibetani nella città di Lhatok in Chamdo nel gennaio di quest’anno.

Secondo una fonte tibetana almeno trenta tibetani che presentarono delle petizioni contro le miniere furono arrestati e torturati con ferocia. Due tibetani accusati di condurre una campagna contro le miniere sono deceduti per la fame dopo 20 giorni dal loro arresto.

Nella foto: un momento della protesta a Dharamsala il 24/06/2009. I manifestanti chiedevano l’immediata cessazione delle miniere della compagnia Continental Minerals.

I tibetani erano stati avvertiti di “gravi conseguenze” se intraprendevano atti di protesta contro eventuali progetti minerari nei loro villaggi e città.

Il 6 gennaio, circa 500 membri delle forze dell’ordine tra soldati e polizia erano stati messi a controllare numerosi manifestanti nella città di Lhatok dove le autorità cinesi avevano intenzione di avviare un progetto per la messa in opera di una miniera. Le autorità cinesi avevano fatto alcuni tentativi per avviare il progetto nel 2003, 2006 e nel 2013 ma a causa della forte opposizione dalla popolazione locale tibetana, la costruzione fu sospesa.

Il 4 febbraio 2013, funzionari del governo cinese accompagnati da funzionari tibetani locali di Lhatok hanno provato a convincere i tibetani per consentire il lavoro della miniera offrendo un compenso in denaro e la costruzione di strade con la supervisione del governo tibetano. I tibetani, tuttavia, rifiutarono. Le autorità ignorarono le proteste e continuarono la costruzione di strade che conducono alla zona mineraria nonostante la presentazione di una petizione contro il piano di costruzione agli uffici di competenza.

La situazione in Chamdo rimane tesa, un altro tibetano ha tentato il suicidio per esprimere il suo sostegno a Phakpa Gyalsten morto la settimana scorsa a Tongbar, gettandosi da un edificio subito dopo essersi accoltellato. I tibetani sostengono che i grandi progetti della Cina in nel loro Paese sono pianificati e attuati senza consultarli e metterli al corrente. Numerose proteste contro la costruzione di miniere si sono svolte in varie regioni del Tibet nel passato e recentemente.

Il Central Tibetan Administration Dharamshala, sostiene che Pechino, “con il pretesto dello sviluppo economico e sociale, incoraggia la migrazione della popolazione cinese in Tibet, emargina i tibetani dalle sfere economiche, educative, politiche e sociali”.

Phayul, 14/05/2014

English version, Phayul :
Tibetans in Chamdo’s Lhatok village tortured for opposing mining project

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