Tibet, prosegue la protesta contro la mostra dei Carraresi

Prosegue anche oggi, dopo la movimentata inaugurazione di venerdì 19 ottobre, la protesta  della Comunità tibetana in Italia che fa da cornice alla mostra “Tibet, tesori dal tetto del mondo” allestita a  Casa dei Carraresi di Treviso e promossa da Fondazione Cassamarca. Nella zona del mercato e della Pescheria sono stati distribuiti centinaia di volantini che richiamano l’attenzione di trevigiani e visitatori su quello che la mostra non fa vedere: le auto immolazioni dei giovami monaci contro l’invasione cinese, la dura repressione delle pacifiche manifestazioni di protesta, le sessioni “ri-educazione patriottica”  all’interno dei monasteri. Fino al 2 giugno 2013 saranno esposti, nell’allestimento curato da Adriano Madaro, trecento reperti concessi dai musei statali della Cina e del Tibet che raccontano la storia del “popolo delle nevi” dal XIV secolo. L’apertura  di venerdì è stata accompagnata da un’azione di protesta, davanti a Ca’ dei Carraresi, del vicepresidente della Comunità tibetana in Italia, Jinpa Santulam, e di Maurizio Genovese, dell’associazione Tibet-Italia che contestano la natura della mostra, che racconta solo la versione cinese della storia tibetana (la figura del Dalai Lama emergerebbe come figura secondaria) , asserendo che «l’ultima settimana 60 bonzi si sono dati fuoco per protesta». E la protesta è stata concretizzata con l’esposizione della bandiera del Tibet. L’esposizione ha già raccolto le prenotazioni di 30 mila visitatori.

Fonte: La Tribuna di Treviso, 20 ottobre 2012

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