Tibet: La Cina progetta il “ridisegno” della capitale Lhasa

Pechino, Cina – La Cina ha varato un piano per «ridisegnare» Lhasa, la capitale del Tibet, in modo da farne per il 2020 «una moderna metropoli». Lo afferma oggi la stampa cinese. Secondo un documento del governo citato negli articoli, nei prossimi undici anni Lhasa diventerà una città «economicamente prospera, ecologica, moderna, con vive caratteristiche culturali e profonde tradizioni etniche».

I tibetani in esilio accusano la Cina di aver sfigurato l’antica città inondandola di immigrati cinesi e musulmani, e ricordano che, negli anni della Rivoluzione Culturale lanciata dal presidente Mao Zedong nel 1966, gran parte del patrimonio architettonico del Tibet fu distrutto dalle Guardie Rosse. Pechino respinge le accuse, affermando di aver portato la civiltà in un Paese primitivo. Oggi Lhasa è divisa in due sezioni: la città vecchia tibetana, che sorge intorno al tempio di Jokhang e alla «via sacra» del Barkor, e la città nuova, dove sorgono gli alberghi, i ristoranti ed i night club gestiti in genere da cinesi di etnia han e frequentati dai turisti cinesi e stranieri. L’anno scorso la tensione tra le diverse comunità è esplosa con violenza il 14 marzo, quando giovani tibetani hanno attaccato negozi e ristoranti degli immigrati, uccidendone una ventina. Secondo il quotidiano China Daily, il progetto governativo prevede che la popolazione della città sia contenuta entro le 450mila persone, contro le 500mila che la abitano oggi.

Ansa, 17 marzo 2009

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