Tibet, i contadini sfidano il regime cinese

La protesta iniziata in marzo: «A Karze gli agricoltori hanno smesso di coltivare la terra»

I contadini tibetani sfidano il regime cinese rifiutandosi di coltivare il grano. La notizia, filtrata attraverso le maglie della censura che avvolge il territorio del Tibet , è stata rilanciata in Occidente qualche giorno fa dell’agenzia “ Dossier Tibet ”.« Ai primi di Marzo i tibetani di Karze hanno smesso di coltivare la terra » , scrive “ Dossier Tibet ”, in base a notizie fornite da un suo corrispondente.

« La resistenza si sta organizzando e i volantini che invitano i contadini ad aderire allo sciopero vengono distribuiti clandestinamente di città in città » . Nonostante la massiccia presenza di militari cinesi e le ripetute minacce di confisca dei campi da parte del regime, riferiscono le testimonianze raccolte dagli osservatori occidentali, la maggior parte delle terre non vengono coltivate.

Secondo quanto riferisce l’Adnkronos « le autorità cinesi hanno inviato i militari a svolgere il lavoro di posa dei germogli nel terreno » . « Il governo ha anche ordinato a funzionari e membri di partito di andare a lavorare nelle campagne » . Solo segnali di un disagio mentre non si riesce a sapere con precisione quale sia l’ampiezza della protesta, anche se la sua gravità sarebbe testimoniata dall’appello lanciato recentemente dal Dalai Lama ai contadini, affinché interrompano questo sciopero di cui sarebbero i primi a pagare il prezzo. Da quando è iniziata la protesta, infatti, 72 persone sono state arrestate: di queste ben 71 sono ancora detenute mentre una è stata uccisa dalla polizia comunista, che usa sistematicamente la tortura nei confronti dei detenuti.

 

Mauro Zuccari

 

Fonte : Avvenire,16/4/2009

 

 

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