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Tibet-Driru: il regime cinese imprigiona dei tibetani per aver contattato conterranei in esilio

Il gruppo per i diritti umani Tibet Watch con sede a Dharamshala ha riferito venerdì che diversi tibetani nella contea di Driru, nella prefettura di Nagchu, sono stati arrestati per aver comunicato con tibetani in esilio. Il gruppo rende noto che Gyajin, 44 anni, padre di tre figli, è stato arrestato con altri con l’unica accusa di aver contattato tibetani in esilio.

Un ricercatore del Tibet Watch ha detto a Phayul che molte fonti locali dal Tibet sono sotto stretta sorveglianza, hanno confermato che prima delle celebrazioni del centenario del PCC il 1 luglio, i tibetani sono stati detenuti per i loro contatti in esilio. “Il governo cinese continua a perseguitare i tibetani  attraverso la loro succursali dell’ufficio dei tibetani all’estero, che mira esclusivamente a offrire opportunità ai tibetani che sono disposti a tornare”, ha commentato l’analista Sonam Topgyal sui recenti arresti.

Ha anche fatto presente :“Come sappiamo il caso di Lhamo, morto in custodia, è stato arrestato per aver contattato parenti in India. Casi simili sono stati segnalati da tibetani all’interno del Tibet, ma a causa della pesante sorveglianza da parte del governo, quasi sempre non riusciamo a verificare tali affermazioni. Inoltre, Driru è stata vittima di una pesante militarizzazione da quando la gente del posto ha organizzato una forte protesta contro le aziende cinesi che hanno iniziato le attività di estrazione [nel 2010 e nel 2013]”.  Queste tattiche del governo si sono gradualmente trasformate in politiche strategiche che hanno portato ad arresti arbitrari di residenti locali, dove il PCC sembra irremovibile nell’isolare i tibetani fuori dal Tibet.

Il rapporto ha anche affermato la riluttanza della comunità a parlare dei tibetani perseguitati per paura di rappresaglie: “Coloro che possono entrare in contatto esitano a parlare della delicata situazione nella contea di Driru per paura che le loro famiglie in Tibet debbano affrontare gravi rappresaglie. Dopo la protesta anti-mineraria del 2013, molti tibetani sono stati arrestati per aver contattato i loro familiari che vivono in esilio, che non possono nemmeno tornare in Tibet”. L’ultimo caso noto segnalato dalla contea di Driru era di Kunchok Jinpa, un ambientalista e guida turistica, morto in un ospedale il 6 febbraio per le torture inflittegli durante la sua condanna a 21 anni di carcere nella prigione di Nyetang, a Lhasa.

Traduzione di Arcipelago laogai: in memoria di Harry Wu

Fonte: Phayul, 28/06/2021

Articolo in inglese:

Tibetans in Driru jailed for contacting exile Tibetans: Report [1]