Tibet: 120ma autoimmolazione, monaca buddista si dà fuoco contro la Cina

Ancora sconosciute identità e condizioni della donna. La religiosa stava partecipando a un incontro religioso, quando ha deciso di compiere il gesto. Le autorità cinesi tagliano linee telefoniche e internet.

Dharamsala – Una monaca buddista tibetana si è data fuoco nella contea di Tawu (provincia del Sichuan) ieri pomeriggio, per protestare contro il dominio cinese in Tibet. La donna – di cui non si conosce ancora l’identità – ha compiuto il gesto durante un incontro religioso che si teneva vicino al monastero di Nyatso.

Non vi sono notizie sulle sue condizioni, ma fonti tibetane in Nepal citate da Radio Free Asia (Rfa) riferiscono che è stata portata subito in un ospedale della contea di Kangding.

“Dopo le proteste – raccontano le fonti – le autorità cinesi hanno tagliato tutto le linee telefoniche e oscurato internet. Non c’è modo di ottenere informazioni più dettagliate sul nome della monaca, sulla sua età o sulle sue condizioni”.

Quella della religiosa è la 120ma autoimmolazione dal febbraio 2009, quando sono riesplose le proteste contro la Cina per una piena libertà religiosa e per chiedere il ritorno in Tibet del Dalai Lama.

La monaca ha deciso di darsi fuoco durante il Jan Gunchoe (v. foto), annuale raduno religioso tenuto nel monastero di Nyatso. Iniziato il 10 giugno scorso, vi hanno preso parte oltre 5mila monaci provenienti da oltre 50 monasteri dell’area

AsiaNews 12 Giugno 2013

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