Tiananmen raccontata da Yu Hua 20 anni dopo

“A 20 anni dagli scontri di Piazza Tienanmen in Cina non c’é traccia di un qualsivoglia ricordo, né in tv, né sui giornali. Già dopo tre mesi da quel 4 giugno 1989 nessuno ne parlava più, tanto che i giovani d’oggi non ne sanno assolutamente nulla”, afferma lo scrittore Yu Hua, che vive a Pechino, e noto in particolare per il romanzo Vivere da cui ha tratto un film Zhang Yimou. E aggiunge di aver deciso proprio per questo di scrivere su quei fatti, cui partecipò in prima persona, un pezzo che uscirà sul NY Times, mentre dieci anni fa si era rifiutato, sentendo tutto ancora troppo vivo e vicino. Secondo lui, ora alla Fiera per l’uscita del secondo volume di un romanzo in due parti, Brothers e Arricchirsi è glorioso, pubblicato da Feltrinelli: “Nel primo parlo della vecchia Cina e della follia rivoluzionaria. Nel secondo della follia del neocapitalismo di oggi. Lo spartiacque tra le due realtà è proprio il 1989, quando la gente si ribellò, seguendo la protesta studentesca, per far sapere che dell’impegno politico non ne voleva più sapere nulla, che i sentimenti rivoluzionari erano morti per sempre. Tanto è vero che gli anni Novanta sono quelli in cui la nuova passione è cerca di far soldi, come il mio protagonista, Li Testapelata, che diventa miliardario grazie allo sfruttamento dei rifiuti, che mi dicono essere un problema vivo anche nel vostro paese”. I due romanzi hanno una scrittura vivace, avvincente, in cui alla storia principale si alternano storie minori e nascono sempre nuovi personaggi, paradossali e che paiono vivere in uan realtà deformata: “Non sono le mie storie a essere grottesche, é la Cina contemporanea a esserlo – sottolinea Hua – un paese in cui non esistono più valori etici. Se si vuol parlare di etica, bisogna tornare proprio a Piazza Tienanmen. Allora scoprii cosa voleva dire quella vuota parola sempre citata dai politici: popolo. Lo capii quando vidi la gente comune, a migliaia, fare da scudo agli universitari e impedire alla polizia di entrare nel campus”. Il suo Testapelata scopre il proprio senso per gli affari da ragazzo, quando vede ai gabinetti pubblici il sedere nudo della più bella della città, Lin Hong, e si fa pagare da amici e sconosciuti per descriverlo. Comunque, quando diventerà miliardario, Hong si rifiuterà di sposarlo, preferendogli suo fratello operaio, ma lui si ricorderà dei principi socialisti cui era stato educato, riedificando dalle fondamenta la sua città Liuzhen, per far vivere meglio la gente, e coinvolgendo nelle sue società molti vecchi amici. “Sono uno scrittore, comunque, non un sociologo – conclude Yu Hua – e utilizzo le mie emozioni e sensazioni per riferire quel che vedo e vivo”.

Ansa, 14 maggio 2009

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