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Testimoni coraggiosi – 2 – Du Daobin

Qui di seguito le notizie del secondo cyber – dissidente. Anche per lui è stato chiesto al tribunale civile della Florida, di condannare la CISCO al risarcimento dei danni.

Du Daobin nel 2001 ha cominciato a pubblicare su siti cinesi articoli che chiedevano l’abolizione delle discriminazioni che colpiscono gli abitanti delle campagne rispetto a chi vive in città. Chiedeva la concessione di  salari dignitosi e l’istituzione di un sistema di previdenza sociale  per i contadini.
Su siti occidentali ha invece più volte criticato l’ideologia del Partito Comunista e il sistema della dittatura del partito unico. Per queste sue idee ha spesso sottoscritto e fatto sottoscrivere pubbliche petizioni
Il 28 ottobre del 2003  è stato arrestato e la sua casa è stata saccheggiata.
L’11 giugno 2004 è stato imputato per incitamento alla sovversione e condannato a 3 anni di prigione. La sentenza però è rimasta sospesa per 4 anni.
Durante questi 4 anni ha dovuto smettere di usare il suo nome per firmare i suoi scritti: almeno due volte al mese veniva interrogato dalla polizia, e gli è stato impedito di lasciare la Cina. Tutti quelli che lo incontravano venivano rigorosamente interrogati e posti sotto sorveglianza.
In molte occasioni la polizia ha minacciato di “prendersi cura dell’educazione” del figlio di Du, ha intercettato la sua posta e gli assegni che gli dovevano essere corrisposti in pagamento per il suo lavoro.
Il 21 luglio 2008 la Pubblica Sicurezza ha dato esecuzione alla sentenza che era rimasta in sospeso: Du è stato arrestato e la sua casa di nuovo saccheggiata.
In carcere Du non è stato messo a lavorare, ma è stato sottoposto a crudeli torture psico- fisiche. Sotto controllo 24 ore su 24 è stato costretto a sedere per due mesi di seguito su una panca bassa: questo gli ha causato un prolasso cardiaco e difficoltà nella deambulazione. Anche  a causa della malnutrizione e della carenza di potassio ormai non è più in grado di camminare. La moglie è stata continuamente minacciata e maltrattata. Per due volte violentata. Il bambino a scuola è sotto sorveglianza.
Dal 2010 Du è uscito di prigione, ma non può lasciare la città di Yingcheng, dove vive, senza permesso. Settimanalmente deve fare rapporto agli uffici circoscrizionali e tenersi a disposizione per fare i servizi che gli vengono assegnati.
Non ha più un lavoro stabile, né alcuna entrata. Nè gli è permesso di lasciare la città per trovare lavoro altrove. Sopravvive grazie ai diritti d’autore  all’aiuto dei suoi amici. Il suo computer è talemte controllato che per caricare una pagina impiega un’ora ed è costantemente riindirizzato altrove.
Per i maltrattamenti subiti la moglie se ne è andata di casa ed ora Du è il solo responsabile del mantenimento del figlio.