Testimoni coraggiosi – 1 – Liu Xianbin

E’ questa la prima di tre puntate in cui pubblichiamo alcune notizie circa i tre dissidenti per i quali, grazie alla Laogai Research Foundation, è stata citata la CISCO davanti al tribunale civile americano

Liu Xianbin ha partecipato alle proteste di piazza Tienanmen, ha scritto articoli che chiedevano riforme politiche e  ha organizzato un ramo del Partito Cinese per la Democrazia nel Sichuan. Per questi motivi ha subito due condanne:  nel 992 a due anni e mezzo  per “propaganda controrivoluzionaria e incitamento alla sovversione”, nel 1999 a 13 anni per ” sovvertimento del potere dello Stato”. Di questi 13 ha scontato 9 anni e 4 mesi nella Chuandong Prison (Eastern Sichuan Prison) ed è stato poi rilasciato per buona condotta. Nonostante la stretta sorveglianza della polizia, Liu Xianbin ha continuato la sua intensa attività di scrittore e blogger con lo scopo di promuovere la tutela dei diritti dell’uomo e la democrazia in Cina. Molti dei suoi articoli sono arrivati su siti web occidentali come “Guancha” ( www.observechina.net ) che è curato dalla Laogai Research Foundation. Era però controllato non solo fisicamente (intorno a casa sua c’erano ogni giorno macchine della polizia), ma anche su internet. Tra il 2009 e il 2010 è stato minacciato più volte e gli è stato intimato di smettere di scrivere, pena la galera. Egli, però, non si è mai arreso perché crede veramente  che la libertà di espressione sia un diritto inalienabile di ogni essere umano.
Così, il 27 giugno 2010 è stato di nuovo arrestato  dalla polizia di Suining. La sua casa è stata saccheggiata e sono stati confiscati il computer, i libri, le riviste  e tutti i supporti di memorizzazione dati che possedeva. L’Ufficio di Publica Sicurezza nel luglio ne ha richiesto l’imputazione per incitamento alla sovversione.
Il 25 marzo 2011 Liu Xianbin è stato condannato a 10 anni. Nella sentenza si specifica che tra l’aprile 2009 e il febbraio 2010 si è reso colpevole di aver pubblicato articoli sovversivi in riviste e siti web occidentali.
E’ stato rinchiuso nella Chuanzhong Prison (Central Sichuan Prison) e poiché ha rifiutato di “confessare le sue colpe”, le guardie carcerarie lo hanno picchiato e  maltrattato duramente. E’ stato posto in isolamento e torturato anche psicologicamente. Può ricevere notizie solo dalle guardie ed è obbligato a leggere quello che le guardie gli forniscono.

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