- Arcipelago Laogai - https://www.laogai.it -

Terza Marcia Internazionale per la libertà, ottobre 2010

Sabato 23 ottobre, da piazza Bocca della Verità  a Piazza Navona,  si è svolta  la III Marcia Internazionale per la Libertà dei popoli Birmano, Iraniano, Tibetano e Uyghuro. [1]La manifestazione di Roma è stata organizzata dall’Associazione di cultura liberale Società Libera, che da tempo indirizza le sue attività verso iniziative che esaltano il principio della Libertà, intesa come diritto individuale e come diritto all’Autodeterminazione dei Popoli in tutto il mondo. Dopo il conferimento del Premio Internazionale alla Libertà 2010 alla Leader spirituale degli Uyghuri, Rebiya Kadeer, organizzato a Lucca in collaborazione con la Rai, Società Libera ha promosso questa  III Marcia Internazionale per la Libertà dei popoli Birmano, Iraniano, Tibetano e Uyghuro, geograficamente lontani ma accomunati dall’esser governati da sanguinarie dittature. La manifestazione, indipendente, apartitica e silenziosa, è stata guidata dal Monaco birmano U Nan Da Sa Ra, dall’Esponente della resistenza iraniana Mahmoud Hakamian, dalla Presidente della Comunità Tibetana Kalsang Dolker e dalla Leader spirituale degli Uyghuri “, la guerriera gentile” Rebiya Kadeer. I militanti, che durante il percorso hanno anche distribuito volantini, erano membri delle associazioni  più sensibili al rispetto dei diritti umani [2]. La Rosa nel Pugno, Partito Radicale, Laogai, Aref, Italia –Tibet, Rimè, Calabria Radicale, Casa della Pace e della Non Violenza Asharam, cui si sono aggiunti lama tibetani e buddisti, eremiti della Religione Shakta vissuti nella foresta fluviale di Pantalica, accompagnati da vari giornalisti e fotografi. Numerose le belle bandiere, dei popoli difesi dalla manifestazione e dei gruppi partecipanti, distese sui sampietrini di Piazza Navona. Sul palco allestito davanti alla Fontana del Moro, dopo la Preghiera Tibetana e la vigorosa introduzione di Vincenzo Olita, Direttore di Società Libera, si sono avvicendati ai microfoni i rappresentanti dei quattro popoli: U Nan Da Sa Ra (Birmani), Mahmoud Hakamian (Iraniani), Kalsang Dolker (Tibetani) e Rebiya Kadeer (Uyghuri), tutti esuli, ciascuno per esporre le vessazioni, le atrocità e gli eccidi compiuti ai danni dei loro connazionali dai rispettivi governi. Intanto stormi di uccelli si riunivano e si separavano nell’alto del cielo disegnando figure fantastiche e cangianti. Poi sono volati verso Ovest e sono scomparsi, forse inorriditi da quanto avevano udito. Così ha creduto qualcuno dei presenti che immagina gli animali incapaci di parlare con noi ma capaci di intenderci, come tramandano antiche leggende. Dopo è intervenuto il filosofo Giulio Giorello con parole dolorose, nobili sulla libertà, ma sferzanti sull’inerzia dei nostri governi di fronte agli abusi dei regimi oppressori. In seguito l’on. Matteo Mecacci, deputato PD-Radicali e Presidente del Gruppo Interparlamentare per il Tibet, ha auspicato il capovolgimento della presente fiacca percezione dei diritti umani violati nella vittoria di una nuova e diversa coscienza di tali diritti, che maturerà col tempo e con l’impegno di tutti nel mondo intero. Ha concluso Maria Vittoria Cattanìa, criticando coloro che ammirano incondizionatamente la Cina, per la crescita economica e le gigantesche opere infrastrutturali in tutto il globo, e dimenticano che deve rispondere del lento genocidio fisico e culturale dei Tibetani, degli Uyghuri e dei Birmani e forse di sotterranee interferenze e interessi sul petrolio iraniano. Se si dispone, come nel caso della Cina, di un immenso esercito di schiavi senza diritti, non è poi tanto difficile portare a termine opere mirabolanti! Tuttavia “Nostra Patria è il Mondo intero, Nostra fede la Libertà…” recitava un antico, e in qualche modo profetico, inno anarchico e oggi si fa finalmente strada una specie di sensibilità o intenzione planetaria, se così si possono definire,  per le quali nessuno scenario internazionale deve essere trascurato, nessuno stato-paese deve essere abbandonato all’ingiustizia. Se aiutiamo questi stati di coscienza a crescere, potremo dire di aver vissuto.
Maria Vittoria Cattanìa

Guarda i video degli interventi durante la manifestazione [3]