Terremoto in Sichuan: per l’anniversario i terremotati preparano proteste silenziose

Decine di genitori che hanno perso i figli nel terremoto del Sichuan del 12 maggio 2008 progettano per l’anniversario di fare uno sciopero della fame e un sit-in di protesta contro il governo provinciale che nega ogni indagine sulle cause del crollo delle scuole.

Alcuni genitori dicono che domani 12 maggio il presidente Hu Jintao parteciperà a una commemorazione davanti alla scuole media di Beichuan, dove sono morti 1.400 studenti, insieme al Segretario Onu Ban Ki-moon. Vogliono presentarsi davanti a loro per una muta protesta.

Nel terremoto sono morti 5.335 studenti (secondo le stime ufficiali, ma altre fonti parlano di oltre 7mila) sotto il crollo delle scuole, venute giù come “budini di tofu” mentre i palazzi circostanti sono rimasti in piedi. Il governo provinciale nei primi giorni dopo il terremoto ha assicurato rapide indagini, ma poi ha rigettato le insistite richieste dei genitori di accertare come le scuole erano state costruite. Nei giorni scorsi Yang Hongbo, responsabile provinciale delle opere edili, ha ammesso che le scuole potevano anche essere costruite male, ma poi il governo ha ripetuto che l’unica ragione dei crolli è la violenza del sisma. Anche se il National Audit Office ha accertato che per le scuole della zona era stato utilizzato solo il 55% dei fondi stanziati, poiché il resto era stato “sottratto”.

I genitori non cedono e avvertono che non accetteranno compromessi. Molti hanno perso l’unico figlio e dicono che ora nella vita vogliono solo ottenere giustizia.

Lin Changhen ha perso l’unica figlia e sente “di non avere nessun futuro”. Il governo le ha offerto 60mila yuan di risarcimento ma non li vuole, lo considera “denaro sporco”.

Zheng Chenglong ha perso il figlio Jiajie e dice che “non vogliamo con necessità risarcimenti o processi, ma soltanto un’onesta, leale spiegazione”.

Ma il governo è piuttosto preoccupato di magnificare la ripresa economica della zona, grande come la Germania e con 87 milioni di abitanti, nonostante i danni immensi: 3.340 scuole danneggiate o distrutte, circa 300 chilometri di autostrade e oltre 1.700 chilometri di strade secondarie ostruite o crollate. Dopo che il sisma ha distrutto case e lavoro, Pechino ha destinato grandi somme alla ricostruzione del Sichuan. Come risultato, nel 2008 il Prodotto interno lordo della provincia è salito del 9,5% rispetto al 2007, nonostante i 5 milioni di senza tetto causati dal sisma. Nel terzo quarto del 2008 l’economia è cresciuta del 10,1%. Ma è solo conseguenza dei forti investimenti e gli esperti sottolineano i grandi danni nelle industrie petrolchimica, alimentare, dei macchinari e dell’elettricità, come pure le immense perdite in termini di risorse umane.

fonte: Asianews, 11 maggio 2009

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