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Tecnologia tossica avvelena i lavoratori in Cina

Andrew Korfhage,Epoch Times, 19.05.2014

Ogni cinque ore un lavoratore sarà avvelenato da sostanze chimiche tossiche – in particolar modo dal benzene, secondo le statistiche del governo cinese.

Ming Kunpeng ha iniziato a lavorare per l’Asm Pacific Technology – un fornitore di microchip per la Apple – quando aveva 19 anni. La sua attività consisteva nel maneggiare quotidianamente il benzene, nota sostanza cancerogena, senza un adeguato addestramento o equipaggiamento protettivo, per cui all’età di 22 anni il giovane operaio si è ammalato. I medici gli hanno diagnosticato infine una forma di leucemia.

Dopo una disputa durata un anno, l’Asm Pacific Technology ha accettato di risarcire Ming per la sua malattia, ma la liquidazione si è rivelata insufficiente a coprire le cure di cui aveva bisogno.

Il 28 dicembre 2013, questo giovane uomo è divenuto uno dei casi di suicidio più divulgati tra i lavoratori cinesi nel settore dell’elettronica.

Si è tolto la vita gettandosi dal tetto dell’ospedale dove si trovava in cura.

La storia di Ming è solo una delle tante narrate nel nuovo breve documentario prodotto dai registi Heather Bianco e di Lynn Zhang, dal titolo Who Pays the Price? The Human Cost of Electronics.Chi paga il prezzo? Il costo umano dell’elettronica.

Nel loro film, Bianco e Zhang esaminano l’utilizzo delle pericolose sostanze chimiche tossiche nelle fabbriche cinesi. Si concentrano sugli effetti di queste sostanze chimiche esposte su milioni di lavoratori mentre producono iPhone, iPad e altri dispositivi elettronici dai quali dipendono i consumatori di tutto il mondo.

Considerando che i tre quarti di tutta la popolazione del pianeta ha ormai accesso a un telefono cellulare, la portata di questo problema è enorme. Circa la metà di questi dispositivi sono fatti in Cina, dove è consentito l’utilizzo del cancerogeno benzene (vietato come solvente industriale in molti Paesi) e dove i datori di lavoro spesso non forniscono ai lavoratori adeguate protezioni. Le fabbriche di elettronica utilizzano tossine riproduttive come il toluene e anche neurotossine come l’esano.

Yi Yeting, un operaio cinese intossicato dal benzene che ha condiviso la sua storia in questo documentario, racconta: «Ho attualmente concluso 28 trattamenti di chemioterapia, le ossa mi fanno molto male e mi sento come se migliaia di formiche mi stessero mordendo le viscere».

Poiché la domanda dell’elettronica a basso costo cresce, i lavoratori ne pagano chiaramente il prezzo. Secondo le statistiche del Governo cinese, ogni cinque ore un lavoratore sarà avvelenato da sostanze chimiche tossiche – in particolar modo dal benzene.

Fortunatamente ci sono delle alternative.

L’International Chemical Secretariat, una organizzazione non-profit con sede in Svezia, fornisce alle aziende una lista denominata ‘sostituiscilo adesso’ contenente le informazioni necessarie per rimpiazzare le sostanze chimiche tossiche. L’elenco descrive in dettaglio le 626 sostanze chimiche dannose per la salute umana e fornisce delle alternative più sicure al benzene, come il cicloesano e l’eptano.

Gli esperti in tossicologia, competenti riguardo le procedure adottate dalle fabbriche cinesi, hanno stimato che le compagnie produttrici degli smartphone potrebbero sostituire il benzene con dei solventi più sicuri a un costo di poco più di settanta centesimi di euro per telefono. I produttori di elettronica come la Apple, che nel 2013 ha avuto un profitto di più di 27 miliardi di euro, possono certamente permettersi di prendere le misure idonee per proteggere la vita dei lavoratori.

Pauline Overeem, coordinatore di rete per GoodElectronics, un’organizzazione internazionale non-profit che si adopera per bonificare il settore dell’elettronica, afferma: «Vogliamo che le compagnie si assumano la responsabilità delle condizioni di lavoro nelle fabbriche dei loro fornitori. Vietare l’utilizzo del benzene fa parte del programma».

Nell’estate del 2013 Apple ha presentato una nuova campagna pubblicitaria chiamata ‘La nostra firma’.

In sottofondo alle sequenze filmate in cui figurano consumatori felici che si godono i loro prodotti Apple ascoltando musica, scattando fotografie, studiando a scuola e video chattando con gli amici, una rassicurante voce afferma: «Questo è ciò che conta: l’esperienza di un prodotto. Come farà sentire qualcuno? Renderà la sua vita migliore?»

Apple dovrebbe chiedere ai lavoratori tipo Yi Yeting come il lavorare a contatto con il benzene lo abbia fatto sentire e avrebbe dovuto chiedere a Ming Kunpeng se i loro prodotti hanno reso la sua vita migliore.

A prescindere in quale parte del mondo scelgano di produrre i loro prodotti, le aziende di elettronica devono assumersi la responsabilità delle condizioni attuate nelle fabbriche dei loro fornitori. A partire da adesso devono interrompere l’utilizzo del benzene e delle altre sostanze chimiche dannose per la salute umana.

Fonte,Epoch Times-http://www.epochtimes.it/news/tecnologia-tossica-avvelena-i-lavoratori-in-cina—126273

English version:
Toxic Tech in China [1]