Taiwan rinuncia a chiedere un seggio alle Nazioni Unite

Taiwan non chiederà quest’anno di essere ammessa nelle Nazioni Unite, per la prima volta in 17 anni. Lo ha annunciato ieri James Chang, portavoce del ministro degli Esteri, che ha motivato la decisione del presidente Ma Ying-jeou con un generico riferimento alla “situazione generale”.

Per 16 anni consecutivi l’isola ha chiesto l’ammissione, sempre rifiutata per la ferma opposizione di Pechino, che la considera parte integrante del suo territorio e ne ostacola qualsiasi riconoscimento quale soggetto internazionale autonomo.

Il Paese è riconosciuto solo da 23 Paesi, soprattutto piccole nazioni di Africa, Oceania e America alle quali in cambio Taipei assicura aiuti economici. Pechino pretende che gli altri Paesi la riconoscano come unico Stato cinese e rompano i rapporti con Taiwan. Tra i 2 Stati è in atto una vera battaglia ad assicurarsi il riconoscimento di questi piccoli Stati, con offerta di aiuti.

Ciò nonostante per 16 anni consecutivi la Repubblica di Cina ha chiesto di essere ammessa all’Onu, protestando per l’ingiusta esclusione. Questione che era un vero cavallo di battaglia per il precedente presidente Chen Shuibian, acceso indipendentista.

Esperti osservano che la decisione arriva durante un momento di crisi nei rapporti con la Cina, a causa della visita del Dalai Lama gli scorsi giorni per portare conforto alla popolazione colpita dal tifone Morakot. Il Dalai Lama ha con chiarezza ripetuto che la sua visita non aveva alcun significato politico, ma solo religioso e umanitario. Ma Pechino si oppone a qualsiasi riconoscimento del leader tibetano come soggetto pubblico e ha protestato con fermezza e annullato alcuni incontri già previsti tra delegazioni dei due Stati. E’ comunque diffusa la convinzione che il gelo di Pechino sia più di facciata che sostanziale e che nel medio periodo i rapporti tra le due parti riprenderanno come in precedenza.

Comunque sono molti i problemi nei rapporti tra i due Paesi: ieri è arrivato in Giappone l’ex presidente Lee Tenghui per una visita di una settimana. Lee, 86 anni, nel precedente viaggio nel 2008 ha fatto infuriare Pechino, tra l’altro affermando che le contese isole Diaoyu sono “territorio giapponese”.

Fonte: AsiaNews, 5 settembre 2009

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