Sulle tracce di Gao Zhisheng

Reporters sans frontières sta incalzando le autorità cinesi sul caso Gao Zhisheng, l’attivista di cui non si hanno più notizie dal 4 febbraio dell’anno scorso. “Temiamo il peggio. Le autorità devono fornire delle spiegazioni concrete ai familiari, producendo delle prove che egli sia ancora in vita, comunicando i dettagli sul luogo di detenzione e concedendo alla moglie di aver un contatto diretto con lui”, si legge in un comunicato. Strano, ma forse neanche troppo, il percorso di Zhisheng. Nel 2001 per il ministero della Giustizia era “uno dei dieci migliori avvocati del paese”, famoso per aver diffuso attovisti, giornalisti e pastori evangelici arrestati per la diffusione di bibbie.

Dal 2006 inizia a diventare sempre più scomodo. Scioperi della fame in favore dei diritti umani, seguiti e condivisi da decine di persone in Cina e all’estero.

Dopo una prima condanna a tre anni di prigione è stato rilasciato e poi riarrestato per più volte. La versione ufficiale della polizia è che nel settembre 2009 è misteriosamente “scomparso”.

Sconvolgente una sua lettera del 2007 e pubblicata nel febbraio 2009, in cui aveva descritto le sedute di tortura subite in carcere (dal sito di Rsf Italia ):

“Gao Zhisheng, figlio di puttana: la tua ora è arrivata! Fratelli, facciamo vedere a questo stronzo fino a che punto possiamo essere brutali. Uccidiamo questo bastardo!”, gridava il capo di un gruppo di quattro uomini armati di manganelli elettrici che hanno cominciato a picchiarmi con violenza sulla testa e sul corpo. Non si sentiva altro nella sala che il rumore dei colpi e dei miei rantoli. Sono stato picchiato con tale violenza che tutto il mio corpo ha cominciato a tremare in modo incontrollabile”
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Fonte: Reporters sans Frontières, 8 febbraio 2010

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