Sul Tibet verità non propaganda

Sottoscriviamo la protesta della associazione Italia – Tibet: in questi giorni a Roma si compie l’ennesima e grossolana operazione propagandistica di Pechino con mostre, spettacoli e dibattiti tesi a dimostrare che in Tibet regnano “felicità ed armonia”.

L’Ambasciata cinese si è scatenata anche sui media con la pubblicazione di un libretto-inserto allegato al settimanale Panorama (come hanno potuto accettare una velina di questa volgarità?) in cui tutta la melassa retorica del Tibet Shan-Gri-La viene proposta nel modo più patinato ai lettori del settimanale che speriamo non così ingenui.

Se la cosa non avesse valenza tragica per i protagonisti e vittime della improbabile rappresentazione, verrebbe da sorridere nel chiedersi con quale faccia si possa sostenere tutto ciò mentre da oltre un mese, ad esempio, nella città di Ngaba, nel Tibet occupato dalla Cina dal 1950, vige un vero e proprio assedio militare del monastero di Kirti i cui monaci sono stati sottoposti a  percosse, deportazioni, rieducazioni patriottiche, segregazioni con modalità degne dei peggiori momenti della Rivoluzione Culturale.

Tutto è partito dal tragico episodio del giovane monaco Puntsok che, evidentemente molto felice dell’armonia e della gioia che albergano sul Tetto del Mondo, si è dato fuoco per protestare contro questa sovrabbondanza di felicità ed è morto per le ustioni riportate.

La notizia è stata diffusa immediatamente e ha fatto il giro del mondo ma questo non è piaciuto alle autorità di Pechino che ha mandato a Ngaba un vero e proprio esercito per dare una lezione ai religiosi. Manifestazioni non violente sono seguite a repressioni e abusi. I monaci la stanno pagando ancora cara!

Né si sa quando e come finirà una delle tante pagine dolorose che si leggono oggi nel “radioso” Tibet di Pechino.

Le Associazioni e  le Istituzioni qui rappresentate denunciano con forza questo ennesimo tentativo della Cina di raccontare al mondo una bella favola che, nei fatti, non è altro che la vergognosa mistificazione di una lunga e mai terminata tragedia per il Popolo del Tibet, privato da oltre mezzo secolo della sua patria, della sua cultura e della sua libertà.

Firmatari del documento:

Comunità Tibetana in Italia Onlus, Associazione Donne Tibetane, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, Associazione Italia Tibet, Associazione Aref International Onlus, Associazione Tso Pema Non-Profit, Associazione Rimè Onlus, Associazione Nitobe, Istituto Samantabhadra, Casa del Tibet Roma, Associazione Culturale Progetto Asia, Associazione Laogai Research Foundation Onlus, Nessuno tocchi Caino, Partito Radicale.Radicali Italiani,Associazione Difesa Roma Caput Mundi, Associazione Nodo Infinito.

Si aggiunge la Laogai Research Foudation che invita tutti i visitatori del sito a scrivere a Panorama una lettera in cui si chiede conto e ragione dell’inserto.

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